A Capo Verde con il sorriso in mano tra i pazienti bambini
Un gruppo di varesini dell'Ascovova partiranno il 15 dalla Valcuvia per portare la terapia del sorriso nell'arcipelago
Partiranno il 15 giugno alla volta di Capo Verde e ci staranno fino al 6 luglio i volontari dell’Associazione coordinamento volontari della Valcuvia (Ascovova) con il preciso intento di portare il sorriso sui volti dei piccoli malati che vivono nell’arcipelago.
In questo caso “portare il sorriso” non è un eufemismo ma il vero obiettivo della missione che si basa sulla terapia del sorriso, quella inventata da Patch Adams e divenuta famosa anche grazie al film sulla sua vita.
I clown dottori basano la loro terapia sulle clownerie che fanno sorridere i bambini e tirando su il morale degli stessi stimolandoli a reagire alle terapie a volte difficili da sopportare anche per un adulto. Mentre in Italia è già una realtà con risultati scientifici sul benessere indotto dal sorriso, a Capo Verde ridere in una corsia di ospedale non è all’ordine del giorno. Il gruppo di ragazzi, tutti varesini, capitanato da Mirko Correggioli dell’associazione nazionale !Ridere per vivere!, che raggruppa i clown dottori, porterà la propria esperienza maturata nei corsi che organizza l’associazione di Cuveglio tra i piccoli pazienti degli ospedali capoverdiani insieme a medicinali e attrezzature ospedaliere e organizzerà un corso di terapia del sorriso anche per gli operatori autoctoni.
«Si tratta di un progetto che va avanti da oltre un anno – ha detto Elda Maria Garatti dell’Associazione genitori Cuveglio – e per il quale ci è pervenuto, proprio in questi giorni, anche un contributo economico statale per far sì che continui». E i corsi continueranno, infatti, fino a settembre quelli preparatori e dal 2006 quelli intensivi, per primi in provincia, rivolti a coloro che vogliono diventare cosiddetti clown dottori. Tutto il progetto si chiama Ascoltiamo-Ci e Sorridiamo-Ci ed è interamente organizzato dall’Ascovova. Attualmente il corso che si sta svolgendo a Cuveglio è frequentato da 26 volontari tra i quali ci sono genitori, pensionati e giovani.
Tutte le categorie sociali sono rappresentate a dimostrazione del fatto che la solidarietà verso i più piccoli non ha limiti. A novembre, poi, ci sarà un’altra missione, più lunga, a Capo Verde sempre con lo stesso intento nobile e semplice nello stesso tempo: far sorridere.
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