Crisi al Pronto Soccorso: in arrivo 48 infermieri
Siglato un accordo tra Azienda e sindacati che porterà nuovi infermieri professionali. Otto dai paesi dell'Unione Europea e 40 extracomunitari
Mai più emergenza al Pronto Soccorso. Con questo preciso obiettivo da realizzare entro l’inverno prossimo, Azienda ospedaliera di Varese e sindacati hanno siglato un’intesa che porterà all’assunzione di 48 nuovi infermieri professionali. Ma a quale incredibile alchimia sono ricorsi per reperire personale tanto prezioso in tutt’Italia?
«L’azienda ospedaliera è riuscita a trovare una formula innovativa per il capitolato di gara grazie anche agli indirizzi e suggerimenti forniti dallo stesso Ministero – spiegano Emanuela Vanoli, rappresentante della Cgil, Nino Ventola, della Cisl e Signorella della Uil – entro breve , attraverso una trattativa privata, assumerà 7 o 8 figure professionali provenienti dai paesi europei, probabilmente dalla Spagna. Subito dopo varerà una gara per la fornitura di personale specializzato ( 40 figure) da parte di agenzie di lavoro interinale. Si tratterà di personale extracomunitario, con titoli validi e capacità linguistiche comprovate, a cui verrà fatto un contratto a tempo determinato».
Soddisfazione è stata espressa dai sindacalisti per la piega assunta nelle trattative con la dirigenza aziendale: «Dopo l’assunzione dei 71 OSS ( per i quali verrà bandito un apposito concorso), si prosegue nella politica riorganizzativa del personale, sulla base dello studio dei carichi di lavoro attuali dei singoli dipendenti. Si sta attuando una politica di rilancio dell’attività ospedaliera seria e concreta che porterà alla riapertura di posti letto anche in vista del nuovo ospedale attualmente in costruzione».
Per il direttore generale dell’azienda Roberto Rotasperti si tratta, soprattutto, di evitare disguidi e disagi per la popolazione come quelli registrati nei mesi scorsi: «La crisi vissuta dal Pronto soccorso non deve più ripetersi. Stiamo, quindi, cercando soluzioni concrete ad un problema che colpisce tutto il sistema ospedaliero, che è quello della mancanza di personale infermieristico. Con queste misure speriamo di riaprire una quarantina di posti letto, nei settori dell’emergenza, proprio per alleviare la pressione sul PS».
Dopo l’esperienza breve e limitata dell’inserimento di personale polacco a Luino, l’azienda ci riprova: «Questa volta, però, c’è una sostanziale differenza – spiegano i sindacalisti – a Luino ci si affidò ad una coperativa mentre in questo caso il rapporto di lavoro sarà diretto tra azienda ed infermiere, e quindi il lavoratore risponderà direttamente ai suoi superiori di reparto. Per tutti, inoltre, sarà previsto un percorso di riqualificazione iniziale che terrà conto anche delle capacità linguistiche del singolo».
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