«La voglia di imprenditoria salverà Varese»
I commenti del presidente dell’Associazione Artigiani Giorgio Merletti alle dichiarazioni di Montezemolo
Diagnosi e terapia per una Varese economicamente “malata” eppure attivissima. Definita «un’area industriale tra le più importanti del Paese» da Luca Cordero di Montezemolo, in occasione dell’Assemblea Generale dell’Univa, la Provincia di Varese rappresenta anche una fra le terre italiane di più nobile e antica tradizione artigianale.
«Condividiamo quelli che Montezemolo ha definito “i nodi da sciogliere per rilanciare l’economia italiana” – sottolinea Giorgio Merletti, Presidente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese – perché sono punti che il mondo della microimpresa da tempo considera strategici per ridare ossigeno al tessuto produttivo. Tuttavia riteniamo che accanto ad interventi riguardanti la semplificazione della burocrazia e delle procedure, la concorrenza, l’istruzione, l’innovazione e ricerca e le infrastrutture, ci si debba impegnare per agire prontamente su tre fronti: la rimodulazione dell’IRAP, per aumentare la competitività imprenditoriale;la semplificazione amministrativa, che a partire dalla Pubblica Amministrazione arrivi sino alla liberalizzazione degli ordini professionali; la ridistribuzione, a partire dall’abbattimento dei Premi Inail, al mondo delle microimprese, di quella parte di avanzo di gestione Inail – 1.231 milioni di euro sui 2.745 – prodotta direttamente dalle imprese operanti nell’artigianato o alle quali viene applicata la Legge 443 del 1985».
Nello stesso tempo altre e numerose potrebbero essere le strategie per guarire l’economia varesina: «Le proposte espresse da Univa richiedono tempo – prosegue Merletti – ma tempo ne abbiamo poco. Si deve cercare di giocare d’anticipo, solo in questo modo potremmo competere sul mercato europeo e su quello mondiale. Ricordiamoci che il ruolo dell’imprenditore, nella nostra società, riveste anche un’importanza etica. La produzione della ricchezza, e lo sviluppo economico, devono essere inseriti in un contesto dove la coesione sociale è anche espressione di libertà politica considerata come strumento di aggregazione degli interessi. Lo stesso abbattimento dell’evasione fiscale potrà avvenire attraverso un contrasto di interessi tra l’imprenditore – o il produttore, l’esercente, il commerciante – ed il consumatore finale. Per il bene dell’impresa e del nostro territorio».
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