“Lavoriamo per una Besano sempre più ospitale”
Monsignor Stucchi e don Citterio hanno celebrato la Santa Messa e l’ultimo saluto a Claudio in una chiesa stracolma di gente
Alle 14 e 30 Claudio ha lasciato per sempre la casa dei suoi genitori e accompagnato dalla mamma, dalla sorella, dal papà (nella foto a destra al fianco del feretro) e centinaia di amici ha sfilato per le vie del paese fino alla chiesa parrocchiale. Il centro di Besano è rimasto chiuso al traffico e le auto erano parcheggiate fino alla strada provinciale.
Insieme a parenti ed amici, diverse autorità: il sindaco Colombo, il presidente della Provincia Marco Reguzzoni, il Presidente del Consiglio regionale Attilio Fontana, l’assessore Giangiacomo Longoni e tanti altri.
Un gruppo di amici hanno voluto sentire per l’ultima volta il contatto con il loro Claudio. Alle 15 in punto hanno sollevato la bara e sono entrati nella chiesa parrocchiale. Un fitto applauso ha accompagnato il loro passaggio.
La Chiesa era stracolma di persone. A celebrare la Santa Messa al fianco di Don Citterio c’era Monsignor Stucchi. I versetti di Luca 12 hanno avviato a una profonda riflessione. “Beati quei servi che il padrone troverà ancora svegli”. Un invito alla vigilanza, all’ascolto. Un invito alla pace. E l’omelia di Monsignor Stucchi è stata tutta improntata a questi temi. “Sta a noi lavorare perché Besano con tutto il territorio di Varese e circondario sia sempre più ospitale, sia una terra capace di fiorire come un giardino in cui tornano i colori della sicurezza e della serenità, perché si esclude ogni forma di vendetta, si fa spazio alla giustizia, si bandisce la violenza, si disarmano i cuori, ci si prepara al perdono con seri e convincenti cammini di cambiamento profondo di vita. Se ci chiediamo ancora dove è la vita, non dimentichiamo che ne siamo tutti responsabili in solido, perché un popolo che vuole davvero il suo futuro non può che allargare gli spazi di accoglienza e stringere i vincoli della legalità.”
Il Vicario episcopale aveva iniziato la sua omelia proprio ricordando il valore dell’incontro del mettere in comune le esperienze e le diversità. Claudio durante la preghiera nel giardino di casa Meggiorin stava “senza questa nostra forma fisica”. Stucchi si è chiesto allora dove fosse la vita. Questa per i credenti è nell’incontro con Gesù, il Risorto. Allora Monsignor Stucchi ha chiesto una preghiera a tutti. “Una preghiera di guarigione da ogni forma di egoismo, da ogni tentazione di rabbia, da ogni smarrimento e sconforto. Guarigione come consolazione e speranza”.
Monsignor Stucchi ha pregato quasi fosse cosciente dei rischi che una parte degli amici ripetesse gesti di violenza e di vendetta. Per questo ha voluto chiudere l’Omelia con un proposito fermo. “La morte di Claudio ce lo dice, il nostro dolore lo esige. Preghiamo per essere all’altezza di questa coraggiosa responsabilità civile e sociale, ancor prima e più profondamente religiosa e umana”.
Una grande commozione negli occhi dei partecipanti. Singhiozzi e lacrime per un saluto a un ragazzo così giovane che ha riunito al suo ultimo saluto tutto il paese. Seguire le indicazioni di Monsignor Stucchi, ma anche dei genitori sarà il modo migliore di ricordarlo.
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