Varese tra le privilegiate dall’Istat

La città entra a far parte dei 31 capoluoghi di cui vengono diffuse anticipazioni e particolari, per vagliare l'andamento del mercato nazionale

Da quest’oggi Varese è entrata nella “serie A” delle statistiche Istat: con la rilevazione di giugno, pubblicata alle 11 del giorno 30, Varese entra ufficialmente a far parte delle  31 città d’Italia (su 87 effettivamente monitorate dall’istituto) che forniscono un’anticipazione particolareggiata dell’andamento dei prezzi al consumo.

E già i primi dati emersi ufficialmente sono significativi: la notizia che colpisce di più è che l’inflazione a Varese non solo è rimasta al di sotto della media nazionale (che è all’1,9%) in quest’ultimo periodo, ma ha visto nel corso del mese un’importante diminuzione, dal 1,8%  al 1,4%: «Varese ha dato un contributo importante al rallentamento dell’inflazione, specie per gli alimentari, che hanno peso rilevante nella statistica, e per le spese per la casa». Precisa Roberto Munducci, direttore generale statistiche prezzi e commercio estero dell’Istat.
Una diminuzione che non necessariamente rappresenta una buona  notizia.  Certe variazioni possono infatti essere segno di una politica di abbassamento dei prezzi da parte di chi vende, ma anche di una scelta di contenimento dei consumi da parte di chi compra: quest’ultimo, decisamente un brutto segno per quel che riguarda la propensione al consumo e la possibilità di far ripartire il volano dell’economia.

La parte principale di questa diminuzione è dovuta al calo dei prezzi nel settore alimentare, – 0,2 in un mese: una vera e propria diminuzione e non un semplice rallentamento dell’inflazione, causato soprattutto dall’intenso abbassarsi dei prezzi nel settore ortofrutticolo (-1,8%). Contraltato però, curiosamente, da un aumento al di sopra della media nazionale (3,3% su base annua contro il 2,6%) dei prezzi per la ristorazione e il turismo.

Un segnale interessante di inversione di tendenza, su cui peraltro purtroppo non si può ancora andare a fondo come merita, è anche quello legato ai trasporti, e principalmente al costo del carburante. Questo mese il tasso di inflazione dei prezzi in quel settore è sceso “solo” al 6,5% annuo contro il 9% del mese scorso, e la voce carburanti in provincia segna addirittura una diminuzione dell’1,9%: segno che la concorrenza svizzera e la diminuita disponibilità a spendere in benzina da parte dei varesini ha un po’ calmierato l’aumento incontrollato dei prezzi dei mesi passati.

Questi i primi risultati di questa “promozione” del Comune di Varese ad anticipatore delle tendenze dei prezzi per conto dell’Istat, primi soprattutto perché faranno parte di una lunga serie: è previsto infatti – come avviene nelle altre 30 città d’Italia coinvolte – un aggiornamento mensile della situazione.

«Quello di oggi è un importante risultato raggiunto da tutto lo staff tecnico dell’ufficio statistiche – ha commentato Pietro Paolo D’Audino, assessore al personale con delega al servizio statistica – che ringrazio per il grande lavoro svolto fin qui».

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Pubblicato il 30 Giugno 2005
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