«Abbiamo la stagione. I gufi sono serviti»
Presentate le stagioni teatrali all'Apollonio. Dal musical all'operetta, dal cabaret alla prosa. Quaranta titoli e una programmzazione per giovani e famiglie
«Noi sapevamo quello che facevamo. Questa è la risposta ai gufi che dicevano che la stagione comunale non si faceva». Il tempo di questa battuta, tanto è durata la presenza del sindaco Aldo Fumagalli nella saletta del teatro Apollonio di Varese. Dopo le polemiche, le dimissioni dell’assessore alla Cultura, gli annunciati abbandoni, la stagione teatrale comunale si farà, come sempre. Anzi se ne faranno due: quella del Comune di Varese e quella del Teatro Apollonio.
I due fronti, quello pubblico e quello privato, sono d’accordo nel riproporre una formula che il pubblico ha mostratro di gradire. Lo dicono i numeri: nell’ultimo anno 24.300 spettatori hanno varcato la soglia dell’Apollonio, 4000 in più rispetto alla precedente stagione. Un aumento netto del 20 per cento. Una media di 748 presenze a spettacolo. Un risultato che va consolidato e assecondato, secondo Guglielmi del Gruppo 2a, società proprietaria del teatro. «L’abbonamento non significa "pago meno". A noi interessa la risposta della gente come segno di fidelizzazione».
La nuova stagione, programmata di rincorsa, è stata favorita dall’intesa dei due principali organizzatori: Gianmario Longoni (foto a lato), per la stagione del teatro, Andrea Campane e Anna Agostini, per quella comunale. Un cartellone che comprende in tutto 40 titoli di cui 8 della stagione comunale. Si va dal cabaret al teatro di prosa, dal musical all’operetta, passando per la danza. «Non si trattra di un duplicato, ma di due stagioni che si integrano» ha spiegato Campane. L’importante è portare la gente a teatro e non importa se sulle note leggere di un musical o su una battuta di cabaret, perché secondo Longoni il teatro è cosa popolare, nel senso nobile del termine. «Il pubblico deve rendersi conto che venire a teatro è una necessità normale e non una cosa straordinaria. Il teatro ha una funzione pedagogica importante. Ed è anche giusto che quando il pubblico non risponde qualche data possa saltare».
Molte le novità organizzative presentate da Fillippo De Santis, direttore di sala. Si partirà con un rinnovato sistema informatico per gli abbonamenti e la biglietteria, questo è il motivo per cui la campagna inizierà a settembre anziché a luglio. Inoltre sono state studiate varie formule di abbonamento tra cui spicca "Sei libero", una scelta di più spettacoli tra i vari generi in cartellone. «È un modo per portare in teatro le famiglie – dice De Santis -. L’abbonamento puo’ passare dai genitori ai figli e ognuno puo’ metterci lo spettacolo che desidera. Inoltre faremo spettacoli al pomeriggio per l’operetta e i musical in modo da favorire i giovani e le famiglie».
Salva anche la stagione musicale, affidata a Fabio Sartorelli, il cui programma sarà presentato a settembre.
La collaborazione tra l’assessorato alla Cultura del Comune di Varese e il Teatro Apollonio è stata allargata anche ad altre associazioni, tra cui il "Caffé della Cultura" di Bruno Belli, che già lo scorso anno ha avuto un riscontro interessante di pubblico, e da quest’anno con Fabbrica Arte, di Deborah Ferrari. Grazie a quest’ultimo accordo saranno organizzate mostre di prestigio nel foyer dell’Apollonio esclusivamente per gli spettatori del teatro. (nella foto: Andrea Campane)
La stagione comunale inizierà con uno spettacolo di grande richiamo: "Libera nos a malo" per la regia di Gabriele Vacis. Lo spettacolo, tratto dal celebre libro di Luigi Meneghello, sarà interpretato dal bravo Natalino Balasso. Uno spettacolo che nel ’92 venne portato a Varese nell’ambito della rassegna "Altri percorsi" e interpretato dal grande Marco Paolini, quello di Vajont, allora attore quasi sconosciuto. Un buon auspicio.
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