Distretto51, ecco come eravamo
Un sito racconta la storia per immagini del celebre gruppo soul varesino
«Bobo leghista? Lo abbiamo letto sulla stampa».
Era nel lontano 1989, il Distretto 51 suonava già da sei anni quando l’eclettico tastierista finì sul giornale locale per la nuova carica affidatagli da Bossi.
«Noi abbiamo sempre distinto la politica dalla musica. Al nostro interno ci sono tutte le posizioni politiche presenti in Parlamento, ma la nostra forza è che siamo un gruppo di amici a cui piace trovarsi e suonare. Non abbiamo nulla da guadagnare, è una passione».
Luca, Jhonny, Peppo, Luca, Maurizio, Marco, Ivan e Ferruccio scherzano e ridono parlando del loro Bobo.
«Con noi Maroni non è cambiato. Ha continuato a suonare tranquillamente, anche quando era ministro. È un buon organista. Ha imparato in chiesa. Poi è uno che si butta. Mette le mani sui tasti e magari sbaglia, ma prova».
Su una cosa il gruppo è compatto, non hanno mai approfittato della sua posizione e scherzano su un aereo del ministro mai preso. Certo per un periodo la loro fama è andata alle stelle in tutta Italia.
Non passava giorno che qualche giornalista non li cercasse per un’intervista. Ma tutto qui. Nessun disco, nessun concerto di favore. Mai suonato per la Lega.«L’unico rammarico è stato quello di non poter aprire l’Estate romana a Massenzio. La sera prima è scoppiato il casino per la storia del decreto Biondi e Bobo non poteva certo venire a suonare».
Per loro è un amico giocherellone, che tira le palline di pane nei bicchieri degli altri, che ha sempre voglia di ridere e scherzare.
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