Perché è bene sapere l’inglese
Dove si fa un paragone tra di qua e di là della Manica, si smentisce che Robin Hood avesse il turbante e si esercita un po’ la memoria
“Siamo tutti americani” titolò Il Corriere della Sera l’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle. “Siamo tutti inglesi” viene da ripetere adesso a leggere i reportage che raccontano di come Londra sta reagendo alla catena di attentati. E un po’ di invidia per quel popolo ci sale in cuore…
L’E’ RIVA’ LU…- Nella Londra straziata dagli attentati terroristici il premier Tony Blair e il sindaco Ken Livingstone hanno pronunciato discorsi di grande fermezza e di grande civiltà, bene attenti a misurare torti e ragioni. Nello stesso preciso istante, con un tempismo che meriterebbe occasioni migliori, a Gallarate si riapre la guerra alla moschea (dove verrà recapitato un altro ordine di sgombero) con il rischio di arroventare il clima nel momento peggiore. E in proposito avremmo un paio di domande in saccoccia: ma è così impossibile trovare di comune accordo un luogo in cui gli islamici possano pregare in santa pace o fa più comodo tenere il problema a bagnomaria per poter agitare strumentalmente un pericolo islamico anche dove non c’è? E perché mentre Londra sta dando a tutto il mondo una lezione di nervi saldi a Varese si preferisce, ogni volta che insorge un problema, prenderlo a calci?
COMPAGNI DAI CAMPI E DALLE OFFICINE…- Stesso argomento, ma parrocchia opposta. Le Acli di Varese diffondono un documento di condanna per le bombe di Londra e ricollegano l’attentato alle gravi ingiustizie sociali del pianeta, augurandosi che cambi il sistema economico in cui viviamo. Auspicio sacrosanto, ma cosa c’entra con quel che è capitato in Inghilterra, nella metropoli più cosmopolita e capace di offrire opportunità a chiunque? Con tutto l’impegno possibile, non riusciamo a immaginare quelli di Al Qaeda come dei Robin Hood con il turbante. Altro che povertà: quei gruppi sono finanziati da alcune delle nazioni più ricche del pianeta (vedi Arabia Saudita) ma la loro visione del mondo non prevede riscatto sociale e culturale, solo oscurantismo e oppressione. Per i terroristi non esiste sol dell’avvenire, ma solo un eterno feudalesimo.
BANDIERE E BUGIE – Saremo controcorrente ma noi non ce la sentiamo di infierire su quei consiglieri leghisti di Busto che, imitando quanto combinato da Borghezio e soci a Strasburgo, hanno sventolato in consiglio comunale la bandiera della Lega. Certo né l’originale né la sua pallida imitazione sono gesti da medaglia al valore e non distinguere il prato di Pontida da una sede istituzionale è un po’ grossa. Ma qui a bottega fa girar le scatole di più un altro atteggiamento, ripetuto a ogni piè sospinto dopo lo sgarbo a Ciampi: “Non siamo contro il presidente Ciampi, ma contro l’euro voluto da Prodi”. Ora, tanto la moneta unica quanto Prodi possono essere bersaglio di ogni critica ma lo si faccia nel rispetto dell’intelligenza e della memoria di chi ascolta. Non ci fu partito in Italia (ad eccezione, se non andiamo errati, di Rifondazione) che si schierò contro la moneta unica, la Lega la reclamava addirittura solo per il Nord Italia e Ciampi, nel governo Prodi, non era il sottosegretario alle varie ed eventuali ma il superministro dell’economia. Per fortuna di tutti.
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