“Vietnam vince perché spara”

“Vietnam vince perché spara” era uno degli slogan più truculenti e idioti (specie col senno di poi) urlato nei cortei del ’68. La frase sembra però tornata in auge tra i neo-con di casa nostra, almeno a leggere ogni giorno i titoli di prima pagina dei loro quotidiani di riferimento, “Libero” e “La Padania” in primis: è un fiorire di slogan fiammeggianti, di chiamate alle armi, di mani che prudono quanto meno fuori luogo nel paese dell’”Armiamoci e partite”. Un po’ ridicolo e un po’ inquietante. D’altronde, a destra, l’alternativa proposta dai giornali è quella prospettata da Antonio Socci (era quel tipo smilzo e un po’ lugubre chiamato dalla Rai a sostituire Michele Santoro) che in un fondo sul “Giornale” indica la via all’Occidente per la salvezza: “Inginocchiarsi, pentirsi e pregare”. Che Sant’Antonio ci fulmini se è una balla.

I MODERATI – L’onorevole Giovanna Bianchi, della Lega Nord, è persona equilibrata, apprezzata anche dai suoi colleghi dell’opposizione, nonché consigliere della maggiore azienda culturale del paese, la Rai. Ciò non le ha impedito, nel corso di una conferenza stampa sulla questione moschea di Gallarate di esprimersi in termini che, riletti a posteriori, lasciano increduli. Argomentando che la Lega non vuole un luogo di culto islamico, né regolare né abusivo, l’onorevole Bianchi accostava la presenza tout court degli immigrati al terrorismo, agli stupri, a episodi reali ma assolutamente sproporzionati a sostenere la tesi prospettata (islamici uguale terrorismo uguale malavita). Per ognuno dei fatti tirati in ballo dalla parlamentare, ne potremmo citare dieci che dimostrano come gli immigrati in Italia siano assai più spesso vittime che non autori di gravi reati. Nonostante ciò è sorprendente come la chiacchiera da bar, la sparata buttata lì solo per suggestionare sia diventata ormai moneta corrente e largamente spesa anche da persone che non sono l’onorevole Borghezio e i suoi fedelissimi. E se questi sono i moderati c’è davvero poco da stare allegri.

BREVI CENNI SULL’UNIVERSO – Ma la giunta provinciale di Varese è o non è europeista? Mentre le nostre città sono scosse da fremiti di intolleranza, mentre l’immagine proiettata all’esterno di Varese è fatta di sfilate con saluto romano, spedizioni punitive contro gli immigrati e politici ansiosi di fare a capocciate con i fondamentalisti del Corano, il centrosinistra di casa nostra ha trovato tempo e modo di convocare una conferenza stampa per porre sul tappeto la domanda che a tiene col fiato l’intera nazione: ma la giunta provinciale di Varese è o non è europeista? E a Villa Recalcati cosa ne pensano della piazzata degli europarlamentari leghisti a Strasburgo? Ora, già chiamare a raccolta i cronisti per discutere di un episodio avvenuto due settimane prima a 1500 chilometri di distanza da Varese richiede un bello sforzo di fantasia. Avremmo compreso se nel frattempo il piatto dell’attualità fosse stato miserello. Ma possibile che all’opposizione perché qualcuno si ecciti occorre parlare solo di regole per le primarie o di corretta ortografia della parola centrosinistra?

ANCH’IO – Uno dei (tanti) motivi di curiosità con il quale in questi giorni si leggono le pagine di Varesenews è sfogliare i messaggi dei lettori in vista della feste di settembre. La vivacità delle posizioni espresse, la diversità di vedute (saremo anche comunisti, però ci legge un sacco d’altra gente…) e la fantasia espressa su quelle pagine sono il segnale che il giornale possiede ormai un patrimonio di lettori entusiasmante per quantità e qualità. Notevole lo sforzo di autorappresentazione dei nostri aficionados: le foto inviate mostrano persone impegnate in scalate himalayane, immagini di un’infanzia felice e divertita, transfert della personalità con cani e gatti, professioni poco probabili. Si porta a casa il primo premio il lettore che si è definito “pilota di astronavi” e ha inviato a corredo l’immagine di un manga giapponese.

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Pubblicato il 24 Luglio 2005
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