Aumentano i bagnanti nel Maggiore ma mancano mezzi e bagnini

Un solo gommone Opsa (operatori polivalenti salvataggio in acqua) disponibile su tutta la sponda lombarda e i gruppi di protezione civile sono impegnati al massimo

Le insidiose acque del Verbano stanno occupando regolarmente le pagine di cronaca dei quotidiani e i morti per malore o annegamento dall’inizio dell’estate sono già quattro con i due dell’ultimo week-end. Ecco che si ripropone, puntuale, il tema della sicurezza dei bagnanti sulle spiagge della sponda lombarda affollate in questo periodo quasi tutti i giorni e in special modo nei fine settimana. Due settimane fa era stato annunciato l’avvio di «Acque sicure 2005», un piano che comprendeva 157 tra volontari e operatori coordinati dal prefetto di Varese Alfonso Pironti  e composto dal gruppo degli O.p.s.a. ( Operatori polivalenti salvataggio in acqua), il 118, la Protezione civile con la supervisione della Provincia per creare una rete di controllo uniforme su tutte le spiagge più affollate da Zenna a Sesto Calende.

In molti si chiedono se questo tipo di coordinamento funzioni davvero dato il numero di morti verificatisi in poco più di un mese. Risponde Stefano Zaninelli, responsabile provinciale degli Opsa: «Il livello di sicurezza di fiumi e laghi per i bagnanti è aumentato grazie a questo tipo di coordinamento col 118 e la Protezione civile – spiega Zaninelli – ma per il momento è limitato ai soli week-end e non sempre si riesce ad avere la rapidità necessaria per intervenire in tempo». 
«La  grossa campagna pubblicitaria attuata per dire che il Lago Maggiore è meno inquinato degli scorsi anni – continua Zaninelli – ha portato inoltre ad un aumento vertiginoso delle presenze sulle spiagge e questo per noi è visibile a occhio nudo dal gommone mentre ci spostiamo da una zona all’altra». Nella gerarchia del coordinamento "Acque sicure" gli Opsa sono i più attrezzati grazie alle dotazioni del gommone  che corrisponde a quella di un’ambulanza e alla preparazione dei componenti dell’equipaggio formato da un bagnino, un sub e un medico rianimatore del 118.

I gruppi di Protezione civile, invece, sono dotati di una barca a motore e di personale addestrato a fornire il primo soccorso. L’unica pecca di questo coordinamento è il fatto che il gommone Opsa sia uno solo per tutta la costa con sede a Ispra:«Quando è stato richiesto il nostro intervento in occasione dell’annegamento del turista tedesco caduto dalla barca sulla quale viaggiava insieme al nipotino – conclude Zaninelli – ci abbiamo impiegato più di mezz’ora a raggiungere la zona di Tronzano, un tempo troppo lungo».

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Pubblicato il 10 Agosto 2005
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