Telecamere di sorveglianza, il prezzo della libertà
L'assessore alla sicurezza e viabilità Fausto Albè risponde alle critiche sull'operato della polizia locale
"Per quanto riguarda le continue critiche ricevute, be’, non si può star dietro a tutte le oche del Campidoglio" ironizza Albè. "Io sono uno che alle parole preferisce i fatti" afferma l’assessore, "e devo dire in tutta onestà che nell’insediarmi pochi mesi fa in questo ruolo (al termine dell’ultima crisi di giunta, prima si occupava di edilizia residenziale, ndr) non ho certo trovato una situazione disastrosa". Albè rimarca tuttavia di aver subito preteso dalla polizia locale una maggiore fermezza contro ogni sorta di infrazione o violazione. "La libertà ha un prezzo, quanto più è grande la libertà di cui godiamo, tanto più attentamente va tutelata. Per questo la mia parola d’ordine è: pugno di ferro in guanto di velluto". Di tale pugno di ferro dovrebbe essere sostegno essenziale il sistema di telecamere già installato in vari punti della città. Come chiarisce il comandante Casale, il sistema consta attualmente di sette telecamere, e avrebbe dovuto essere collaudato ai primi di agosto, ma per mancanza di personale si è dovuto rinviare il collaudo di un mese. "Avremo un addetto alla centrale operativa che vigilerà sulle telecamere: poi, in caso venisse segnalato qualcosa, si potranno recuperare via server le registrazioni compiute dagli apparecchi, per questo abbiamo personale che ha svolto appositi corsi di formazione. Il sistema, dunque, non è lì solo per bellezza, ma per funzionare. Se scoraggerà vandali e rapinatori, è da vedere: ma le telecamere sono in bella vista, e la dissuasione è la loro funzione principale.
Quanto invece al personale attivo del comando della polizia locale bustese, Casale riferisce che al momento è presente circa il 60% degli agenti, che a pieno regime, da settembre, saranno 56. Non si esclude che in futuro si provveda ad ulteriori assunzioni, anche se su questo punto tutto tace (per ora). Due mesi fa, in commissione Bilancio, era stato lo stesso comandante Casale ad ammettere che, in effetti, qualche agente in più farebbe comodo. E se "qualche agente in più" venisse mandato di pattuglia si farebbe contento anche l’incontentabile Porfidio, oltre a scoraggiare vandali, rapinatori, abusivi e pirati della strada – in attesa che le telecamere li inchiodino.
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