Hupac, le preoccupazioni del Rione Sud

Non tutti sono entusiasti dell'ampliamento del grande scalo intermodale; gli abitanti del rione sud di Cassano temono il traffico pesante e possibili danni in caso di alluvione

L’eco dell’inaugurazione in grande stile del rinnovato ed ampliato scalo intermodale Hupac è ancora nell’aria, ma com’era prevedibile non tutti sono proprio entusisasti, particolarmente chi, in questa vicenda, ritiene di non avere nulla da guadagnare e forse qualcosa da perdere. Il comitato Rione Sud di Cassano Magnago ha scritto, pochi giorni dopo l’inaugurazione, un comunicato indirizzato ai leader dei gruppi consiliari cassanesi, cui viene chiesto di organizzare una "conferenza pubblica sulla reale situazione della nostra città".

Le preoccupazioni del comitato non risalgono a ieri, e si possono riassumere in pochi punti fondamentali. Innanzitutto, come sempre è il problema idrogeologico a non lasciar dormire tranquilli gli abitanti del rione La Villa. I torrenti Rile e Tenore, infatti, vanno a spagliarsi in vasche di racolta poste presso la zona Hupac, a difesa della quale sono stati eretti argini in terra battuta alti alcuni metri. La paura dei residenti è quella di subire un’alluvione – sempre possibile, dato che i lavori per la regimazione delle acque dei due torrenti, già protagonisti di piene tanto improvvise quanto disastrose, non sono ancora completi. Un altro rischio paventato dal comitato è quello, assai concreto, relativo alle sostanze pericolose che vengono caricate sui vagoni merci nello scalo: "Il nostro non è un allarmismo inutile, c’è davvero da spaventarsi" scrivono i cassanesi dopo aver verificato di persona la tipologia di varie sostanze smistate all’Hupac. Infine, vi è il problema cruciale del traffico pesante. In sè il centro intermodabile è un’opera ottima, che toglie Tir dalle strade… altrui, permettendo l’attraversamento della Svizzera in treno anzichè su gomma. All’Hupac, tuttavia, il 70% delle merci deve necessariamente proseguire su gomma (il resto continuerà su ferro): e se il traffico complessivo è destinato ad aumentare ancora, è facile capire la preoccupazione di chi vie in una zona già strangolata da un traffico di camion davvero ossessionante.

Per tutti questi motivi il Comitato Rione Sud rigetta con decisione gli inviti della direzione Hupac a "prendere confidenza" con la struttura, così come l’asserzione che essa rispetti l’ambiente. Ad Hupac i cassanesi chiedono garanzie precise circa la pericolosità dei prodotti trasportati, circa l’effettiva assenza di rischi di inondazione per il quartiere, e ancora sulla effettiva percentuale di merci che proseguirà su gomma nonchè sui piani di emergenza in caso di incidenti o sabotaggi di vagoni contenenti sostanze tossiche. "Non siamo disposti a barattare l’incolumità dei cittadini con grandiose opere pubbliche" dichiarano i membri del comitato, polemizzando con l’amministrazione di Gallarate, che dopo aver tacitato l’opposizione dei residenti di Sciaré sta ristrutturando il cinema Condominio con il denaro ottenuto dall’ampliamento dello scalo Hupac. Stesso discorso vale naturalmente, fanno notare i cassanesi, per il supermercato di via Bonicalza, "e non ci stancheremo di ripeterlo".

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Pubblicato il 22 Settembre 2005
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