L’ex liceo artistico mette in imbarazzo la Giunta
La mancata alienazione dell’edificio di viale Milano modifica le previsioni di bilancio
L’immobile di viale Milano, ex sede del liceo artistico, rischia di creare qualche problema al bilancio dell’Amministrazione comunale. La mancata alienazione dello stabile – già inserita nel bilancio preventivo 2004-2006, con un valore indicativo di 2 milioni di euro – farebbe infatti venir meno i principi di unità, annualità, veridicità e pareggio finanziario richiesti dalla legge in materia di contabilità.
A denunciare il fatto in Consiglio comunale è il capogruppo di Rifondazione comunista Angelo Zappoli, proprio durante la discussione su una variazione a bilancio relativa alle vicende della vecchia sede del liceo. La Giunta voleva infatti inserire nell’esercizio economico 2005 e pluriennale 2004/2006 una voce passiva di 450mila euro, la cifra che il Comune – una volta venduto lo stabile – dovrebbe girare alla Provincia, in cambio della revisione della convenzione stipulata nel 2000 che ancora oggi regola i rapporti tra i due enti. Il Comune è proprietario dell’immobile, che viene però gestito dalla Provincia – tramite la forma del comodato gratuito – per un periodo di nove anni.
Secondo Zappoli allo stato dei fatti non è però possibile alienare l’immobile di viale Milano: «L’accordo con la Provincia va rivisto prima di vendere, bisogna affrontare il nodo del cambio di destinazione d’uso, propedeutico alla possibilità di alienazione dell’edificio». A sostegno delle proprie argomentazioni Zappoli cita il parere legale espresso dai servizi amministrativi ed istituzionali del Comune, in cui si dichiara che «l’alienabilità dei beni del patrimonio indisponibile è subordinata, ai sensi di legge, all’attivazione di specifiche procedure che presuppongono l’intervenuta cessazione dell’originaria destinazione e del correlato interesse pubblico». Ora lo stabile di viale Milano non è più sede scolastica, ma per una scelta della Provincia che gestisce l’edificio come gestisce altre sedi scolastiche, non per una precisa volontà del Comune che ne è sempre e comunque il proprietario. La destinazione ad uso scolastico, come viene ribadito anche nel parere legale, non è dunque venuta meno a tutti gli effetti.
Per Zappoli l’amministrazione comunale ha avuto troppa fretta di fare cassa, inserendo a bilancio qualcosa di difficilmente realizzabile nel breve periodo. Di diverso avviso Paolo Soletta, assessore al bilancio: «I bilanci della certezza non esistono, non a caso vengono fatti i revisionali ed i definitivi, gli annuali ed i pluriennali. Le situazioni si evolvono, come si è evoluto il nostro rapporto con la Provincia adesso che l’edificio in questione non è più sede scolastica: la convenzione stipulata cinque anni fa ormai è vecchia e va modificata, i contatti con la Provincia sono buoni ed abbiamo un’attendibile speranza di trovare un accordo nel breve periodo». Secondo l’esponente della Giunta una svolta è dunque imminente, ma il Consiglio comunale sembra credere di più alle parole di Zappoli. A pensarla come l’esponente del Prc sono più della metà dei consiglieri, dato che a votare la sua proposta di sospensione del punto all’ordine del giorno è una maggioranza trasversale di 21 voti. A favore del rinvio si esprimono infatti centrosinistra, Lista Fassa, due consiglieri di An ed il gruppo dei “resistenti” di Forza Italia. Il provvedimento andrà dunque rivisto ai sensi di legge e ripresentato in una seconda occasione.
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