Mirey: ricominciare a 21 anni in un paese sconosciuto
Ha 21 anni e da un anno attende il riconoscimento dello status di rifugiato. Arriva dal Togo, dove ha lasciato un inferno fatto di ignoranza e false credenze
Il suo nome è Sogbadji ma tutti la chiamano Mirey. Un anno fa, esattamente il 20 agosto del 2004, è arrivata a Malpensa dal Togo. Appena ventunenne è dovuta fuggire dalla sua casa, vittima di un ambiente ottuso, di credenze popolare, di una profonda ignoranza che le hanno massacrato l’anima.
Una persona amica è riuscita a rompere le sue catene e a convincerla a fuggire, prima in Ghana e poi l’Italia, un Paese non ben identificato in un posto chiamato Europa di cui aveva sentito parlare vagamente a scuola.
Al suo arrivo nella brughiera non c’era nessuno ad attenderla, il suo "contatto" si era volatilizzato: «Il mio accompagnatore mi disse: "Ora devi cavartela da sola"».
E Mirey, sola in un paese sconosciuto, si è fatta coraggio e si è fatta accompagnare in questura a Varese. Così è iniziata la sua vita da profuga, dapprima collocata in albergo poi accolta dalla Caritas che, attraverso la cooperativa "Le Querce di Mamre" l’ha accolta in via Bernardino Luini insieme ad altre africane, donne con bambini piccoli, nella sua stessa condizione di attesa.
«Non ho avuto paura – ricorda Mirey in un italiano approssimativo – ho trovato altre donne, tutte africane, che mi hanno aiutato a superare i momenti difficili e a tranquillizzarmi».
Mirey è in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato. Per "ingannare" il tempo, dato che la legge non le permette di lavorare, ha seguito un corso di formazione professionale ad Arese ed ora è impegnata in un tirocinio presso la Cooperativa "La Castellanza " di Bosto dove svolge uno stage come cameriera.
«Prima di andare a scuola trascorrevo le mie giornate passeggiando per la città insieme alle altre ragazze – ricorda Milene – Poi ho iniziato ad andare ad Arese. Prendevo il treno tutti i giorni per arrivare in classe. Eravamo in diciotto ma ero l’unica africana. È stata un’esperienza positiva. Non ho incontrato grossi problemi».
Ciononostante, il volto di Mirey rimane segnato da una profonda tristezza: nasconde una vita terribile che solo lo psicologo sta tentando di far emergere. La nostalgia rimane fortissima, così i suoi grandi occhi neri si riempiono di lacrime al ricordo della famiglia e del Togo. In Africa aveva frequentato una scuola di segretaria e a 18 anni si era impiegata in una ditta tessile. Ma per lei la vita non poteva essere tranquilla.
Oggi, Mirey si aggira tra i tavoli del "Circolino", un ambiente conosciuto dove da un anno si reca tutte le sere per cena. Il suo sogno è di carpire qualche segreto alla cuoca: «Adoro cucinare e mi piacerebbe impapare a fare la pizza». La pizza è quello che per lei rappresenta l’Italia, di tutto quello che oggi la circonda non le sono rimasti impressi che pochi dettagli: «I miei amici rimangono gli africani che vivono con me».
Non ha sogni nel cassetto, non vuole pensare al futuro: la nostalgia è ancora enorme, più grande delle ferite della sua anima.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su "Moschea" di via Giusti Varese, Galparoli attacca e parla di regalo politico, Palazzo Estense replica: "È lì da 30anni"
Fabrizio Tamborini su Più verde e meno cemento contro il calore: il nuovo PGT prepara Varese alle sfide del clima
principe.rosso su Fontana al Corriere torna a parlare della necessità di un cambio di passo nella Lega
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.