Al via la rete dei musei archeologici: rispondono solo quattro comuni
Solo Varese, Arsago Seprio, Sesto Calende e Angera firmano l'accordo con la Provincia per creare la Simarc
Da soli non ce la potrebbero fare i musei archeologici della provincia e allora, in loro soccorso, arriva la rete museale archeologica Simarc (sistema museale archeologico) che unifica competenze e personale per soddisfare tutti i criteri che la legge prevede per l’apertura di un museo. A volere fortemente questo tipo di organizzazione museale a livello provinciale è stato l’assessore al turismo e al marketing Giangiacomo Longoni in collaborazione con l’Università dell’Insubria i quali hanno trasformato una serie di strutture che singolarmente non riescono a fornire un servizio completo in un sistema unitario con figure tecniche del settore specializzate che possano operare su più realtà museali. A firmare la convenzione in Provincia questa mattina, però, c’erano solo quattro comuni: Angera, Arsago Seprio, Sesto Calende e Varese. Fuori sono rimasti in molti per motivi diversi. Besano, Saltrio, Luino non hanno partecipato ma l’invito dell’archeologa Maddalena Pizzo, curatrice del progetto, è quello di entrare per poi mettere sul tavolo i problemi e risolverli. «Solo mettendo in rete tutte le sedi museali che siano chiuse o aperte, da ristrautturare o da ricatalogare non importa – ha detto l’archeologa – l’importante è partire e cercare soluzioni ragionate con persone del settore». Luino, ad esempio, ha una collezione molto ricca ma il secondo piano di Palazzo Verbania, sede del museo archeologico luinese, è inagibile come spiega l’assessore alla cultura Pier Francesco Buchi:«Le intenzioni, come dimostra l’esposizione di questi giorni al piano terra del Verbania, di riparlare di museo c’è tutta – spiega l’assessore – ma il problema non è di facile soluzione e stiamo anche pensando ad aderire alla rete». Stesso discorso per la sezione archeologica del museo di Varese anch’essa chiusa. «La rete museale vuole sopperire proprio a questi problemi – continua Maddalena Pizzo – e solo con personale qualificato nel campo si possono ottenere i benefici dei vari finanziamenti che regolarmente offrono la possibilità di sviluppare proposte interessanti». L’augurio che la Simarc si è fatta questa mattina è quello di allargare il più possibile la partecipazione per avere un prodotto da offrire anche ai turisti culturali e alle scuole. Le prime iniziative che verranno portate avanti saranno l’istituzione di una direzione museale unica per tutta la rete, la catalogazione rigorosa e scentifica dei materiali esposti, la risoluzione dei problemi logistici di alcune collezioni e la creazione di un sito web provinciale dove reperire tutte le informazioni. Di lavoro ce n’è e molto data la ricchezza dei siti archeologici e l’intensità dei lavori di scavo in varie zone della provincia.
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