Biblioteca, apparenza e realtà
Lettera dei Comunisti italiani di Gallarate sulla situazione della bibliteca cittadina
Riceviamo e pubblichiamo
Anche quest’anno si svolge al Palazzo Broletto di Gallarate Duemilalibri – Settimana del Libro e dell’Autore – annunciata da adeguata pubblicità e da accattivanti inviti firmati dal Sindaco, dal Presidente della Biblioteca Civica e dall’Assessore alla Cultura.
Il livello dei libri esposti non è superlativo e per chi frequenta librerie non fornisce motivi di particolare interesse: esso tuttavia è giudicato dagli organizzatori adeguato ai lettori dell’area di utenza della Biblioteca e utile a svolgere una funzione di conoscenza del panorama librario per i lettori medi, specie di libri d’evasione.
Un vero peccato che l’occasione non sia utilizzata anche per far conoscere ai gallaratesi altre pubblicazioni, forse più impegnative e ostiche da leggere, ma certo non meno utili ai fini del miglioramento della vita culturale cittadina.
La modesta qualità della manifestazione peraltro è in linea con la qualità complessiva dei servizi offerti. Infatti, la Biblioteca Civica “Luigi Maino” di Gallarate, pur avendo raggiunto, grazie alla professionalità della direzione e del personale tutto, livelli di riguardo quanto alla catalogazione ed all’immissione in rete del patrimonio librario posseduto, che la pone come la più avanzata, e certo la più nota a livello nazionale, della provincia, non è in grado di soddisfare le esigenze dei lettori che vogliano effettuare studi e ricerche che non si limitino alle opere di consultazione come enciclopedie e dizionari.
Ma la carenza di testi, che viene spiegata con l’insufficiente disponibilità di fondi, è niente di fronte alla chiusura della ampia e preziosa raccolta di periodici che ormai da troppo tempo non sono più consultabili e non si sa se lo saranno mai.
Da tempo la consultazione dei periodici conservati dalla Biblioteca avveniva in maniera assolutamente insoddisfacente. Essi erano ammassati in un misterioso deposito dalle parti di Madonna in Campagna. Per consultare un giornale o una rivista il lettore doveva fare una prenotazione alla sede e quindi attendere che quanto richiesto venisse trasportato dal magazzino a Piazza S. Lorenzo per tornarci a consultarlo; poi, dopo l’esame da parte del lettore, il materiale doveva essere portato dov’era prima. Come si vede un sistema macchinoso e gravoso, sia per l’utente che per la Biblioteca, afflitta da cronica carenza di personale. Ma, si pazientava e, bene o male, si riusciva a portare a compimento la ricerca.
Ora non è più così. Il magazzino è stato chiuso, si dice venduto, I periodici sono stati incassati (messi in casse), la distribuzione, sospesa a tempo indeterminato. Sulle condizioni del luogo in cui le casse sono state ammucchiate e sulla futura fruibilità dell’importantissimo patrimonio documentario in esse ammucchiato corrono le più sfavorevoli se non infauste previsioni.
Il Partito dei Comunisti Italiani di Gallarate, consapevole della enorme importanza della cultura per la cittadinanza, denuncia quanto accade alla Biblioteca Civica e chiede che senza indugio siano affrontati e risolti tutti i problemi che ne impediscono il completo funzionamento.
La situazione non è più rinviabile e deve essere risolta con carattere di priorità assoluta, anche in relazione al fatto che la permanenza del prezioso materiale cartaceo oggi sottratto alla fruizione, potrebbe andare incontro ad irrimediabili deterioramenti per umidità o per esigenze alimentari di roditori, come già avvenuto in passato, allorquando altro materiale dovette essere espunto dal catalogo per mancanza di spazio.
Quanto denunciato ci obbliga a ricordare che il previsto trasferimento della Biblioteca Civica nei locali dell’ex palazzo degli uffici finanziari di Piazza Garibaldi, più che attenuarne i problemi, li farebbe aumentare notevolmente. Infatti, mentre rimarrebbe irrisolto il problema dello spazio per il deposito dei libri e periodici e per le sale di lettura delle varie categorie di utenti, la conformazione a quattro piani del palazzo ne renderebbe ancora più problematica l’utilizzazione, con una perdita di funzionalità aggiuntiva rispetto a quella dell’attuale sede.
In conclusione, il problema della Biblioteca è un problema serio e deve essere affrontato con mezzi economici adeguati, ma soprattutto con una serietà che gli attuali amministratori dimostrano non solo di non avere, ma nemmeno di immaginare.
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