Consiglio comunale, tutti a casa

Niente discussione sulle variazioni di bilancio dopo la richiesta di rinvio da parte della Lega Nord; i consiglieri abbandonano l'aula e la seduta si chiude in un nulla di fatto

Per descrivere i mal di pancia del centrodestra in materia di bilancio ormai non basterebbe un intero trattato di gastroenterologia. I sintomi sono evidenti, le cause meno: comunque si è avuta riprova del malessere della maggioranza durante la seduta del Consiglio comunale di ieri sera, abortita dopo il rinvio della discussione sulle variazioni di bilancio, richiesto dalla Lega Nord e concesso dalla Giunta. A chiudere la serata, l’abbandono dell’aula da parte di quasi tutti i consiglieri.

Assente il Sindaco Rosa, trattenuto da impegni familiari, come sempre il tradizionale affondo d’apertura era stato portato da Audio Porfidio, critico sulla carenza di controllo delle violazioni da parte degli automobilisti e sulle risposte (non) avute in commissione Bilancio dagli assessori dei settori colpiti dai recenti tagli finanziari. Quindi Enrico Salomi (Udc) relazionava sull’ultima visita al carcere cittadino e sui possibili sviluppi della collaborazione Comune-casa circondariale (vedi articolo), e il capogruppo di Rifondazione Comunista Antonello Corrado si lanciava in una breve filippica contro la Finanziaria 2006 del governo Berlusconi. "L’aumento della spesa pubblica è imputabile al governo, non agli enti locali, e i tagli colpiscono indiscriminatamente Comuni virtuosi e Comuni spendaccioni. È una pessima finanziaria, e il ministro Tremonti fa quasi venire nostalgia del nostro assessore al Bilancio Chierichetti…" Non è dato sapere se Chierichetti si sia sentito sollevato dal paragone.

Esaurite le classiche schermaglie iniziali, la prima sorpresa: al momento di discutere le variazioni di bilancio, il capogruppo del Carroccio Pierluigi Anzini chiedeva di rinviare la discussione per ragioni di opportunità e "per valutare diverse opzioni". Seguiva una serie di pause che interrompevano due volte la seduta. L’opposizione era già pronta a dare battaglia e chiedere una discussione a fondo dell’argomento bilancio ("se si discute si va fino in fondo, fino al voto"), ma alla fine la Giunta ha ritenuto di rinviare l’argomento ad una prossima occasione. Anche perchè, come detto in aula da Gigi Farioli (Forza Italia), "La questione posta dalla Lega, che è il partito del Sindaco, è seria. Come possiamo cominciare a discutere se non sappiamo neppure se voteremo? D’altronde se invece siamo tenuti ad arrivare al voto per forza in caso si discuta, meglio sospendere e affrontare il tema fra di noi dal punto di visto politico". Si sarebbe potuto pensare che a questo punto toccasse alle varie interrogazioni e risoluzioni accumulate come strati geologici nell’ordine del giorno. Invece si era ormai al "rompete le righe". Così, vedendo molti consiglieri di maggioranza abbandonare l’aula, Valerio Mariani (Margherita) ha rinviato le sue interrogazioni, subito imitato da Porfidio ("ritiro tutti i miei punti e abbandono l’aula", ha dichiarato polemico). Salomi restava, ultimo, a cercare di presentare una sua risoluzione sul decreto fiscale "più dai, meno versi" a favore del no-profit, ma ormai anche l’opposizione stava lasciando l’aula. Dopo un primo controllo del numero legale, con i consiglieri considerati presenti dal presidente Speroni anche se seduti fra il pubblico (come da regolamento, il pubblico dopotutto… è in aula), si aveva una nuova pausa di un quarto d’ora. Al conteggio succeessivo quasi tutti i consiglieri erano fuori dall’aula e scattava il "tutti a casa".

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Pubblicato il 04 Ottobre 2005
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