Consulta, una proposta intelligente

Editoriale numero 5 Bingo Bongo

Riceviamo e pubblichiamo su gentile concessione dell’Anolf-Cisl
questo scritto è l’editoriale comparso sul numero 5 di Bingo Bongo, la rivista delel comunità straniere in provincia di Varese
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Dopo gli attentati di Londra il terrorismo è tornato alla ribalta. Ogni Stato sta cercando la propria strategia: c’è chi si chiude in casa, dimenticando che il nemico è già dentro, c’è chi si illude di affrontarlo con la limitazione dei diritti civili degli immigrati, c’è chi pensa di combatterlo con le armi, seminando a sua volta terrore e odio, come in Iraq, dove ogni giorno scorre il sangue di vittime innocenti, come quelle di Londra, Madrid, Istanbul ,Casablanca, Riad, New York.

Non lasciamoci ingannare, il terrorismo non é la causa, è l’effetto dell’ingiustizia, la quale è sorgente dell’odio necessario a un essere umano per diventare kamikaze. Ogni giorno l’odio riempie sempre di più il cuore della gente disperata, che diventa pedina facilmente manipolabile da uomini senza scrupoli e assetati di potere .

Per noi ogni gesto deve quindi avere l’obiettivo di togliere argomenti a questi signori della guerra, che propagandano lo scontro di civiltà o di religione. Il ministro dell’Interno Pisanu, consapevole di ciò, ha auspicato la creazione, da parte della comunità musulmana, di una consulta con la quale dialogare per combattere insieme la piaga terrorista. E’ una proposta intelligente che va colta e tradotta in iniziativa concreta, a partire anche dal nostro territorio e dalle sue istituzioni, in particolare da chi rappresenta il ministro nella provincia, ossia il Prefetto.

La comunità islamica anche a Varese, infatti, è ben conscia di non essere immune dal terrorismo e dal sospetto di esserne connivente, pur avendolo più volte e recisamente condannato. Non ci sono quindi dubbi che il terrorismo è un nemico comune.

Per lavorare insieme a combatterlo occorre però che insieme si costruiscano le condizioni che aiutino le comunità straniere a sentirsi capite e rispettate. Sono condizioni essenziali per impostare un dialogo costruttivo e paritario.

Questa necessità di dialogo paritario, è stata sottolineata in continuazione, e da molto tempo, da Kofi Annan a Papa Giovanni Paolo II, dal suo successore Benedetto XVI al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

È d’altra parte il messaggio che, nel nostro piccolo, ci sforziamo di sostenere sin dalla nascita di questo periodico. In questo numero abbiamo voluto declinare questo messaggio con alcune interviste a esponenti importanti del dialogo inter-religioso ed interculturale della nostra provincia: Mohammed Mahfoudi, imam della moschea di Gallarate, Nicola Mucci, sindaco di Gallarate, Samir Baroudi, portavoce della comunità islamic, don Ernesto Mandelli, parroco di Lissago, Silvio Pieretti, dei Servizi Sociali. L’intento è quello di rafforzare i canali della conoscenza, della comprensione e del confronto, nel rispetto delle reciproche posizioni.

Purtroppo questi intenti si devono scontrare con fatti di segno opposto. Ci riferiamo alla chiusura della moschea di Gallarate, una mancanza che diverrà pesante durante il il Ramadan, mese sacro dei musulmani. Senza entrare nel merito della vicenda, tra l’altro ancora di fronte al Tar, ci preme evitare che arrivi un messaggio distorto. È invece interesse di tutti favorire l’apertura e la collaborazione ed evitare che continui e si rafforzi la cultura del ghetto. Così come è sconsolante che di fronte ad un articolo 19 della Costituzione, che garantisce il diritto di culto, nessuna autorità locale si ponga il problema di contribuire a cercarne una traduzione concreta ed equa anche nel nostro territorio, di fronte alle difficoltà che sono insorte.

Noi ci sentiamo parte e ci identifichiamo con questo Stato, e come tali ci sentiamo portatori di doveri e di diritti. Occorre quindi uno nuovo sforzo, sia da parte degli italiani che da parte degli stranieri. Insieme abbiamo il bellissimo compito di continuare a costruire e migliorare nella pace questo grande Paese che è l’Italia, per noi e per i nostri figli. Mettiamo al centro il dialogo e l’incontro, il resto verrà da sé.

M’hammed Sayaih
Tierry Dieng

anolf.varese@cisl.it

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Pubblicato il 12 Ottobre 2005
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