Difesa e Howell, Varese abbatte la Viola
Varese-Reggio C. 83-67. Sontuosa prova di squadra dei biancorossi che esordiscono nel migliore dei modi davanti al pubblico amico
Il vecchio Lino Oldrini di Masnago apre le porte per il suo quarantaduesimo campionato di serie A con l’incontro tra Varese e Reggio Calabria, primo impegno interno per la squadra di Ruben Magnano.
Ritorna il grande basket, con i suoi riti, i suoi colori, la sua magia: tutte cose che nella Città Giardino non passano mai di moda. E ritorna nel modo migliore per i colori cittadini, con una vittoria bella e convincente (83-67) ottenuta grazie ad una difesa come si deve e ad un’ottima prova del collettivo. Eppure la Viola all’inizio appare pericolosa con un pressing asfissiante e due bombe che in 90” mettono Varese in imbarazzo (2-8), tanto che Magnano chiama time out. La sospensione scuote Howell che si ripresenta sul parquet con due stopponi, una schiacciata e un canestro da sotto. Al 5’ arrivano due punti di Zanus, ex di turno molto applaudito.
Il match è piacevole e rimane condotto dai reggini che approfittano di qualche errore di troppo dell’attacco biancorosso, solo 10 punti in 7’. Nel finale è ancora Howell a farsi notare e ad accorciare lo svantaggio sino al 16-17 del primo intervallo. Al 23’ un episodio quasi comico: tabellone e commissari di campo si ingarbugliano, e perdono il conto del punteggio. Interruzione di 10’ (in diretta nazionale), conciliaboli vari che sembrano sfociare in un errore ancor più evidente. Finché le proteste veementi di tutta Varese permettono di risolvere la faccenda e di riportare il punteggio sul 20-21. Il pasticcio rifornisce di nuova benzina i padroni di casa che in 4’ piazzano un parziale di 15-2 (con 5 punti sia di Fernandez sia di De Pol) che mette la Viola alle corde (36-23). De Raffaele mette a zona i suoi e ringrazia Yarbrough che con due triple muove il punteggio. Varese regge bene in difesa e si porta il vantaggio fino alla sirena del 20’: 43-31.
Il rientro è pane per i denti di Garnett: 8 punti in tre azioni che allungano il divario fino al 53-34 del 24’. Poco dopo Magnano dà il cambio ad un Collins più votato a dirigere che a finalizzare il gioco; c’è spazio anche per una sontuosa circolazione di palla che porta Howell a schiacciare su assist di Hafnar, un’azione che strappa applausi a scena aperta. La Viola, sotto di 17, prova il tutto per tutto riproponendo il pressing, ma in vetrina questa volta si mette Hafnar che manda tanti messaggi positivi, specie in difesa. Un fondamentale che i biancorossi interpretano come Magnano comanda: mobilità, palloni sporcati, “mani in faccia” al tiratore. I risultati si vedono: Reggio al 30’ (61-47 il punteggio) è a quota 18 palle perse.
L’ultimo quarto è pura passerella. Di nuovo Gregor Hafnar mantiene alta l’intensità sul rettangolo di gioco finché Magnano gli dà fiato. Myles (bravo e concreto) fa in tempo a prendersi un tecnico che evita qualsiasi fastidio a Varese, sempre saldamente avanti di una quindicina di lunghezze. Fernandez conferma le buone cose che Magnano prometteva sul suo conto, guadagnandosi applausi e la doppia cifra. A 4’ dalla fine c’è spazio anche per Filo Rossi, all’esordio ufficiale in biancorosso; dall’altra parte merita considerazione il giovane Rugolo che segna due bombe.
Finisce 83-67, con il pubblico che inizia a vibrare per domenica: a Masnago ci sarà la Fortitudo, che troverà pane per i suoi denti.
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