Il nuovo ospedale rischia di partire già azzoppato

Adamoli: le richieste per attrezzature e arredi erano di 65 milioni di euro

Raccolgo con piacere l’invito di VareseNews (6 ottobre 2005) ad avanzare proposte chiare sul nostro ospedale dopo le "obiezioni corrette di sempre". In realtà, queste osservazioni, essendo davvero costruttive, contenevano già indicazioni in positivo che voglio proseguire adesso soffermandomi per ragioni di sintesi su due problematiche importanti ed urgenti.

La prima riguarda la questione delle risorse economiche necessarie, che è rimasta finora confusa ed incerta. E’ del tutto chiaro che nel nuovo monoblocco non potranno essere trasferite, se non in parte, attrezzature mediche che già oggi possono definirsi vecchie o addirittura obsolete. Le richieste economiche dell’azienda ospedaliera alla Regione di qualche mese fa ammontavano ad oltre 65 milioni di euro per arredi e tecnologie sanitarie e sono rimaste finora inevase. Va detto però che l’assestamento di bilancio, non approvato settimana scorsa per la crisi politica della regione, conteneva una previsione di spesa per le strutture sanitarie di 20 milioni di euro, che potrebbero (o dovrebbero) essere successivamente destinati al nostro ospedale con atti amministrativi della giunta regionale.

A questo probabile finanziamento l’azienda ospedaliera, come tutte le aziende di questo mondo dotate di garanzie patrimoniali, potrà poi aggiungervi un mutuo proprio che, in rapporto alle entrate complessive dell’ospedale, non potrà essere superiore a 15 milioni di euro. Appare chiarissimo dunque che la differenza fra ciò che la direzione generale dell’ospedale ritiene indispensabile e quanto la regione renderà (ripeto, probabilmente) disponibile è enorme. L’alternativa è semplice. O si vendono alcune proprietà ospedaliere, quella di Velate ad esempio, ma i tempi di realizzo sarebbero lunghissimi, oppure l’ospedale nuovo partirà gravemente azzoppato. C’è però un’altra strada che indico con un obiettivo preciso: un nuovo ed importante stanziamento nel bilancio di previsione della regione per il 2006, che possa pareggiare o quasi la domanda economica dell’azienda. Per questo faccio un appello ai consiglieri regionali di tutti i partiti di maggioranza ed opposizione per un gioco di squadra che sia capace di conseguire questo grande risultato. Ma non sarà affatto facile.

Il secondo punto riguarda il numero di posti letto. Oggi sono 550 circa dopo un taglio drastico e colpevole fatto negli ultimi anni. Il nuovo monoblocco ne avrà poco più di 700 quando sarà totalmente in esercizio, e questo comporterà un aumento cospicuo della spesa gestionale che l’anno prossimo dovrà esser previsto nel bilancio della sanità. Mancheranno però ancora molti letti, certamente ben più di un centinaio, rispetto alle nostre necessità. Sarà perciò obbligatorio riutilizzare qualche padiglione in uso oggi e quindi occorre un progetto per l’integrazione del vecchio e del nuovo ospedale tenendo sempre conto che si tratta di un ospedale universitario. Dove è questo progetto, che era stato promesso più di un anno fa dallo stesso presidente Formigoni? Per ora non esiste, eppure è urgentissimo e deve coinvolgere insieme l’azienda ospedaliera e la Regione, facendo partecipare chi ha le responsabilità cliniche nell’ospedale, la città e il territorio.

Il rischio di una transizione lunghissima e insopportabile tra il completamento della struttura edilizia e il pieno esercizio del nuovo ospedale è assolutamente concreto e incombente. Avevo lanciato questo allarme e fa bene VareseNews a riproporre questi problemi in modo intelligente e martellante.

Giuseppe Adamoli, Consigliere regionale Margherita – Ulivo

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Pubblicato il 10 Ottobre 2005
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