Incensurati spacciavano cocaina in coppia

Due arresti e una denuncia a piede libero. Continua l’azione della Polizia contro lo spaccio di stupefacenti

Continua l’azione delle forze dell’ordine  in provincia di Varese contro lo spaccio di stupefacenti. La Squadra mobile e la Volante, in due azioni distinte, hanno arrestato due giovani di 24 anni, denunciato a  piede libero una ragazza e sequestrato 65 grammi di droga.

Si tratta ancora di cocaina e, in un caso, ancora di spacciatori insospettabili: una coppia di giovani fidanzati. Lui S. M. 24 anni operaio di Travedona, senza precedenti penali, smerciava la cocaina nella zona di Gavirate. Lei, coetanea,  nascondeva  nell’armadio della cameretta nella casa di Buguggiate l’armamentario con cui il fidanzato confezionava le dosi. La coppia è stata individuata durante un normale controllo degli  uomini della  Squadra Mobile. Il giovane alla vista dei poliziotti ha dato segni di nervosismo. Nella successiva perquisizione, sotto il sedile della vettura è stata trovata la cocaina e circa 80 grammi di sostanza per tagliarla. Risalire alla  fidanzata è stato semplice. Non avendo trovato nulla nella casa dell’uomo, i poliziotti hanno perquisito quella della ragazza- entrambi vivevano con i genitori – trovando bilancini e sacchetti che servivano a confezionare le dosi. Sequestrati anche telefoni cellulari e agendine con i nomi degli acquirenti, pronti a pagare 60 euro a dose. Un prezzo notevolmente inferiore rispetto a qualche anno fa, quando la cocaina veniva definita la droga dei ricchi, proprio per i costi esorbitanti rispetto all’eroina, considerata invece "droga di massa".

Il secondo arresto è avvenuto invece in pieno centro città. In un bar di via Veratti, gli uomini della Volante hanno individuato un giovane di 24 anni, mentre nei bagni del locale  tentava di disfarsi della cocaina, circa cinquanta grammi. Si trattava di un soggetto con precedenti penali e  legato al gruppo di tifosi di estrema destra Blood and Honour,

Quattro operazioni contro lo spaccio di droga in pochi giorni. Rimane la domanda più importante: chi gestisce il traffico a livelli più alti? Anche questa volta gli  arrestati sono pesci piccoli. Pusher di piccolo cabotaggio, nella maggior parte dei casi anche consumatori, che se da un lato dimostrano che è in aumento il consumo della cocaina in provincia di Varese (confermato anche da una ricerca dell’Università dell’Insubria), dall’altro dicono poco sugli equilibri malavitosi che traggono il maggior profitto dal traffico di droga. Il capo della Squadra Mobile,  Franco Novati, non si sbilancia sulle indagini riguardanti i pezzi grossi dello spaccio, ma fa intendere che sono in corso e che potrebbero sfociare presto in un’azione più estesa.
Di certo quello della cocaina, e delle droghe pesanti in genere, è un mercato più frammentato rispetto al passato, svincolato da un unico referente sul territorio, come accadeva negli anni ‘80 e ‘90  con il clan dei calabresi. Il mercato, dunque, non risponderebbe alle logiche di un’organizzazione criminale gerarchica. 
"Cani sciolti", insomma: «Sono stranieri e italiani, non necessariamente legati alle vecchie organizzazioni criminali. Ne riparleremo in un altro contesto».

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Pubblicato il 06 Ottobre 2005
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