Installatori del gas a “rischio burocrazia”
La denuncia arriva dall’Unione Installazione Impianti della Cna di Varese
E’ allarme burocrazia per gli impiantisti: le nuove disposizioni dell’Autorità del gas per l’energia relative alle forniture del gas e il recepimento della direttiva europea sull’efficienza energetica stanno infatti strangolando le imprese di impiantistica e manutenzione, bloccando l’allacciamento alle reti di migliaia di utenti e mettendo a rischio oltre 30 mila imprese e 15 mila posti di lavoro in un momento di estrema difficoltà per il settore. Questa è nella sostanza la denuncia di Gianni Binaghi , vice presidente dell’Unione Installazione Impianti della Cna di Varese.
«Questa situazione, che deriva innanzitutto dall’attuazione delle nuove disposizioni per attivare le forniture di gas – precisa Binaghi – sta già portando l’Autorità del gas a convocare le associazioni di rappresentanza per correggere una situazione caotica che essa stessa ha creato con la delibera 40/04. Del resto era stato evidenziato fin da subito che il sistema non era e non è ancora pronto ad attuare un controllo sui documenti emessi dall’installatore, come stabilisce la delibera. Ma l’Autorità ne afferma l’utilità in funzione della sicurezza dei cittadini». Da un lato, infatti, gli installatori sono stati messi in difficoltà dai nuovi obblighi, resi noti solo pochi giorni prima del decollo della delibera, dall’altro i distributori investiti dalla funzione di accertamento si sono rivelati non in grado ad attuare queste nuove disposizioni.
«Per risolvere questa grave situazione – continua Binaghi – bisogna intervenire con una correzione di rotta sostanziale, scendendo nel merito e lavorando a una soluzione che garantisca gli installatori contro l’intervento di controllori di parte o improvvisati privilegiando la concretezza e tralasciando gli eccessi burocratici che la stessa delibera ha incentivato»
Continuando nella sua denuncia Gianni Binaghi sottolinea che nel decreto per il recepimento della direttiva Ue sull’edilizia erano state avanzate delle proposte di modifiche , accettate tra l’altro dalle due commissioni competenti di Camera e Senato ma il Governo ha sostanzialmente ignorato tutto, pubblicando un testo che penalizza fortemente e abbatte in modo consistente il libello di guardia sulla sicurezza. Un testo che abbatte in maniera consistente il livello di guardia sulla sicurezza: «La nostra richiesta – Conclude Binaghi – è che il Governo e l’opposizione pongano in atto, rispettivamente, un intervento immediato e una giusta reazione. Da parte nostra invece continueremo l’azione di tutela e di rappresentanza delle imprese con rinnovato vigore anche se la situazione è davvero drammatica».
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