Primarie, anche Varese risponde all’appello per Prodi

Pubbblico partecipe ed attento alla serata di sostegno alla candidatura del "Professore" alla guida del centrosinistra

È un buon riscontro quello della serata organizzata dalle forze del centrosinistra che sostengono Romano Prodi presso il centro interpreti e traduttori di via Cavour. La sala piena ed il pubblico intervenuto hanno mostrato chiara la volontà di partecipazione e al tempo stesso di unità che è il segno di queste primarie dell’Unione, da cui uscirà il candidato destinato a sfidare Berlusconi alle elezioni politiche del 2006. Numerosi gli esponenti politici locali e regionali intervenuti, che con accenti diversi ma con la medesima convinzione hanno ribadito le ragioni di un sostegno netto a Prodi e alle ragioni del riformismo, «perché bisogna saper andare verso il cambiamento ma anche rassicurare» come sottolinea Daniele Marantelli dei Democratici di Sinistra. Se da Giuseppe Adamoli , consigliere regionale della Margherita, viene un duro attacco alla legge elettorale proporzionalista che il centrodestra sta approvando in questi giorni, Peppe Pitarresi dei Comunisti Italiani ricorda il valore permanente della Costituzione italiana, «lesa giorno per giorno da chi ci governa dando cattivo esempio e rendendosi indegno di guidare il Paese più bello del mondo». «Dobbiamo vincere assolutamente, non è possibile pensare ad altri cinque anni così» rincara Carlo Manzoni per i Repubblicani Europei, ed Adriano Albinati della Rete dei Cittadini per l’Ulivo invita a «votare in tanti, perché anche per Bertinotti Rifondazione sta mobilitando tanti elettori e simpatizzanti e ci serve un voto deciso per Prodi». Ribadisce il concetto anche Ennio meandri dei Comunisti Italiani, per i quali la scelta del riformismo e di Prodi non apparirebbe così immediata: «Votiamo Prodi perché è l’unico che può cacciare Berlusconi e tenere al contempo unita la coalizione. Ma votiamolo in tanti, perché la bassa affluenza o una percentuale risicata per Prodi sono dei rischi». Il consigliere regionale dei DS Stefano Tosi sposta l’accento sulle tematiche della politica regionale, interpretando la crisi appena tamponata al Pirellone come la testimonianza del fatto che la Lega passa ora a riscuotere il prezzo del suo voto decisivo per l’affermazione di Formigoni alle ultime elezioni. «Quello maturato ieri ad Arcore è un accordo tra deboli. Invece il centrosinistra, con le primarie, aggiunge un elemento nuovo e vitale alla politica.  Io dico: nessun sistema elettorale è perfetto, la cronaca internazionale ne è la riprova, senza una profonda partecipazione dei cittadini che superi lo iato tra questi e i meccanismi tradizionali dei partiti. Sosteniamo Prodi perché dietro di lui vi è una forza riformista, diciamolo chiaro e tondo». Daniele Marantelli prevede che «Berlusconi venderà cara la pelle, dobbiamo aspettarci di tutto da gente cinica e spregiudicata come quella che abbiamo al governo. Ma il centrodestra mostra elementi di fortissima divisione, guardate cosa succede qui a Varese con il crollo della Giunta Fumagalli, e cosa sta accadendo anche a Busto e in Regione. È ora che l’Unione passi al contrattacco per recuperare consenso anche tra gli elettori di Lega e Forza Italia. È il momento dell’impegno, di quelle venti telefonate che ognuno deve fare a parenti e amici per invogliarli a votare alle primarie – per Prodi, naturalmente». E un invito conclusivo a rispettare la dimensione locale, non privo di critica ai livelli nazionali del centrosinistra, viene da Alessandro Alfieri della Margherita. «Dobbiamo far capire che certe caratteristiche di questa nostra terra, come il voto leghista, non sono solo espressione di ignoranza, come tendono a far passare a Roma. Ci sono questioni, come quella dell’immigrazione, che vanno trattate con il giusto piglio, accoglienza verso i bisognosi ma anche fermezza verso i criminali, diritti ma anche doveri».

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Pubblicato il 13 Ottobre 2005
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