Rischio idrogeologico, le severe “pagelle” di Legambiente
"Maglia rosa" a Palazzolo sull'Oglio (BS), buona la Protezione Civile, ancora insufficiente la prevenzione. Tra i Comuni varesini spicca Taino, rimandati o bocciati gli altri
Come ogni autunno, appena piove un po’ si riapre il capitolo del rischio idrogeologico, cui la nostra regione è particolarmente sensibile. A fare il punto della situazione è Legambiente Lombardia con uno stuidio intitolato "Ecosistema Rischio 2005", che valuta quanto si fa per gestire, monitorare e prevenire fenomeni quali frane ed alluvioni. Lo studio è a sua volta parte dell’"Operazione Fiumi 2005" condotta in collaborazione con la Protezione Civile. Durante l’indagine, Legambiente ha valutato la presenza di abitazioni o fabbricati industriali in zone soggette a dissesto, il livello di informazione della gente sul rischio idrogeologico, le manutenzioni idrauliche e i piani d’emergenza locali. Solo il 10% dei Comuni a rischio (126 in totale) ha risposto in modo esauriente al questionario inviato da Legambiente; di questi, 115 hanno ricevuto un giudizio per il loro comportamento, mentre altri 11 sono stati "graziati" in quanto non hanno edificazioni in zone a rischio.
Per l’organizzazione regionale del Cigno verde, il bilancio non è particolarmente lusinghiero. Da un lato vi è, certo, una Protezione Civile capace ed efficiente in caso di necessità; dall’altro, ben l’84% delle abitazioni e il 51% delle industrie site in Comuni soggetti a dissesto idrogeologico sono poste su terreni esposti a questi fenomeni, e in quasi nessuno dei Comuni interessati dallo studio si è provveduto a delocalizzazioni preventive di insediamenti sorti in zone a rischio. Solo il 55% dei Comuni lombardi pratica la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, e meno della metà ha messo in sicurezza gli stessi ed i versanti che vi si affacciano. L’87% dei Comuni si è comunque dotato di piani di emergenza, che permettono di progettare in anticipo la risposta organizzativa e tecnica ad una calamità. Il problema è che nella gran parte dei casi tali piani sono vecchi di oltre due anni, e in caso di espansione urbanistica vanno rivisti e aggiornati sollecitamente.
I dati raccolti nei questionari di Legambiente non sono del tutto rassicuranti, perchè in Lombardia sono ben 914 i Comuni a rischio (231 per frana, 435 per alluvione, 248 per entrambi i fenomeni). La più a rischio per frane è la provincia di Bergamo, con 76 Comuni, mentre le alluvioni sono il pericolo principale nel Pavese (74 Comuni). Il rischio combinato frana-alluvione vede primeggiare la provincia di Sondrio (63 Comuni), già colpita in passato da gravi disastri. Addirittura il 99% dei Comuni di questa provincia tutta monti e fondivalle è a rischio, mentre quella più "tranquilla" è Milano (33% di Comuni a rischio). In questo scenario la provincia di Varese si situa a metà classifica, con il 49% dei Comuni sistuati in zone a rischio idrogeologico, di cui 18 potenzialmente esposti a frane, 45 ad alluvioni e 6 ad entrambi i rischi. Anche l’informazione ai cittadini risulta carente, solo il 18% dei Comuni si è attivato in tal senso, mentre uno su tre ha tenuto esercitazioni di protezione civile. In pratica, il 40% dei Comuni a rischio non fa nulla per la prevenzione, complici sepsso le piccole dimensioni e i mezzi finanziari limitati. Appena l’1% dei Comuni raggiunge un livello "ottimo" di prevenzione secondo le esigenti pagelle di Legambiente. "Maglie rosa" di questa speciale classifica sono il Comune bresciano di Palazzolo sull’Oglio ("ottimo") e quelli bergamaschi di Villa d’Adda e Clusone ("buono"). "Maglia nera", invece, a Carobbio degli Angeli (BG), Losine (BS) e Giussano (MI) che pur avendo territori esposti con abitazioni e industrie non hanno ancora attivato interventi di prevenzione del rischio. Tra i Comuni varesini si segnala in positivo Taino, ottavo sui 115 Comuni considerati nella classifica, che si merita un "buono" ed un 7; gli altri sono molto più in basso e sono, a scendere, Dumenza, Gazzada Schianno, Sesto Calende, Arcisate, Castiglione Olona (tutti con "scarso" in pagella), Lozza, Olgiate Olona, Marnate e Gorla Maggiore, questi ultimi bollati con un impietoso "insufficiente".
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