Samarate, una Città per la Pace

Il consiglio comunale, coi soli voti della maggioranza, ha deciso di aderire al coordinamento nazionale per la Pace. Per il resto clima teso e toni accesi

Seconda parte del consiglio comunale a Samarate. Se lunedì 24 ottobre tutto era filato relativamente liscio, senza schermaglie e con un clima tutto sommato sereno, la serata di ieri, venerdì 28 ottobre si è portata dietro qualche tensione in più. Si è cominciato all’insegna della pace, con l’adesione del Comune di Samarate al Coordinamento nazionale per la Pace, che raggruppa 517 amministrazioni comunali, 5 comunità montane, 5 consigli regionale, 6 Regioni, 42 Province e 2 unioni di comuni su tutto il territorio nazionale: «È la partenza di un percorso – ha detto Paolo Bossi, vicesindaco e promotore dell’iniziativa -, perché è dalle piccole cose che si forma una cultura della pace universale. La nostra amministrazione comunale non può tenersi fuori da un simile progetto». Entusiasta l’assessore Torricelli: «Orgoglioso di far parte di questa grande famiglia di pace», il sindaco Vittorio Solanti, che ha ricordato come la comunità di Samarate sia stata insignita del cavalierato per la Pace ad Assisi, ha sottolineato come «sia la realizzazione di un punto focale del nostro programma, senza cercare divisioni od etichette». Le etichette le ha invece messe la minoranza, cercando di far passare la partecipazione al coordinamento e alla Marcia Perugina-Assisi come «strumentalizzazioni di un sentire che dovrebbe essere condiviso, non turismo politico», secondo i consiglieri Aspesi e Pozzi. «Se la Pace è una bandiera della sinistra – ha chiosato la consigliera di maggioranza Iolanda Ratti – è solo un vanto per noi. Mi sarebbe piaciuto vedere un consiglio unito almeno su questo punto, ma sono scelte».

Con l’arrivo in ritardo giustificato di Stefano Cecchin si è passati alla difesa d’ufficio del presidente del consiglio Gianluca Resmini, accusato da un’interrogazione del consigliere forzista di faziosità in occasione della conferenza stampa per i cento giorni di governo della giunta Solanti. Resmini ha risposto punto per punto a Cecchin, con il solito atteggiamento sereno e pacato, incassando la fiducia e la stima del sindaco Solanti e di tutta la maggioranza. Cecchin e le minoranze, Aspesi e Pozzi in testa, non hanno invece apprezzato la risposta del presidente del consiglio: a questo punto è partita una diatriba verbale tra l’ex presidente del consiglio ed il primo cittadino, con dotte elucubrazioni sulla terminologia e sui modi di porsi, che hanno occupato per almeno un’ora il consiglio. Dopo due punti filati via senza problemi (interpellanza di Cecchin sull’arrivo della comunità Taizè a Samarate e alienazione e sdemanializzazione di un tratto di strada comunale detta del Zerbett, votata all’unanimità) si è arrivati al piatto forte della serata, la proposta delle minoranze per modificare la delibera sulla concessione delle licenze a bar e ristoranti, approvata dal consiglio comunale il 25 luglio scorso.

Gli animi si sono subito surriscaldati. Il più agitato è apparso da subito Carlo Aspesi, che dopo aver letto con minuziosa attenzione il contenuto della proposta di modifica, ha presentato tre emendamenti per ricalcolare i coefficienti numerici per la concessione delle licenze e l’apertura di nuovi bar. Alla base del problema, le diverse modalità nel calcolo: l’assessore Paccioretti e il suo ufficio tecnico hanno infatti calcolato a suo tempo che a Samarate esistono 60 licenze concesse, basandosi sul vecchio sistema, precedente alla legge regionale 30/2003, mentre per Aspesi e per la minoranza le licenze sono 40, o 41. Lo stesso Aspesi si è scagliato più volte contro l’assessore, lamentando la mancanza di volontà degli uffici tecnici nel fornire informazioni e gli errori nel calcolo delle licenze. Dopo un dibattito dai toni accesi, il presidente del consiglio Resmini è riuscito a fatica a tenere calmi gli animi e a riportare con altrettanta fatica l’ordine. Alla fine la minoranza ha proposto, raccogliendo il parere favorevole della maggioranza, di ridiscutere la questione entro il 30 novembre, dopo che gli uffici tecnici avranno fatto i debiti calcoli e le debite valutazioni sugli ampliamenti da concedere e sulle percentuali di crescita quantitativa e qualitativa dell’offerta commerciale a Samarate. Alle 2, tra la soddisfazione generale, la seduta è stata sospesa.     

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Pubblicato il 29 Ottobre 2005
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