Nuova e dura reazione di Confindustria Varese dopo il voto sul Mercosur: “Scelta miope che penalizza l’intera economia”
Il presidente Galdabini punta il dito contro una scelta che, a suo giudizio, ha privilegiato gli interessi di un singolo comparto a discapito dell’intero sistema economico. Una decisione assunta, sottolinea, anche “con il voto fondamentale di chi si definisce sovranista”
Si fa sempre più aspro il confronto sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Mercosur, ora formalmente sospeso dopo la decisione del Parlamento europeo di sottoporlo al vaglio della Corte di Giustizia. A poche ore dal voto, arriva una nuova e dura presa di posizione di Confindustria Varese, affidata a una nota del presidente Luigi Galdabini, che esprime “disappunto e crescente preoccupazione” per le ricadute sull’export e sull’economia del territorio.
La vicenda, in questi giorni, ha assunto una dimensione sempre più rilevante anche a livello locale. Dalla prima presa di posizione degli industriali varesini, che avevano definito un eventuale stop al Mercosur “un voto contro la nostra industria”, si è passati al botta e risposta con l’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri, al successivo intervento della vicesindaca di Varese Ivana Perusin e, infine, alla nota della Lega varesina che, pur rivendicando la difesa dell’industria, ha ribadito una linea critica sull’accordo nella sua formulazione attuale. Il voto del Parlamento europeo ha ora congelato l’intesa, aprendo una fase di incertezza che preoccupa il mondo produttivo.
Nella nuova nota, Galdabini punta il dito contro una scelta che, a suo giudizio, ha privilegiato gli interessi di un singolo comparto a discapito dell’intero sistema economico europeo. Una decisione assunta, sottolinea, anche “con il voto fondamentale di chi si definisce sovranista” e che avrebbe dovuto invece tutelare l’interesse generale nazionale. Secondo Confindustria Varese, a essere penalizzati non sono soltanto l’industria manifatturiera, ma l’intera economia continentale, le imprese dei servizi e, in ultima analisi, i consumatori.
Il presidente degli industriali richiama anche il valore geopolitico dell’accordo UE–Mercosur, che avrebbe rappresentato, se attuato, un raro esempio di capacità dell’Unione europea di dettare l’agenda sul piano internazionale, anziché subire logiche di guerra commerciale imposte da altri attori globali. Un’illusione, osserva Galdabini, durata “lo spazio di qualche giorno”, prima di essere messa in discussione dal voto parlamentare.
Il testo completo dell’intervento di Confindustria Varese
Con disappunto e sempre più preoccupati per il nostro export prendiamo atto che il Parlamento Europeo, con il voto fondamentale anche di chi si definisce sovranista e, dunque, dovrebbe avere a cuore l’interesse generale nazionale, ha deciso a maggioranza di tutelare gli interessi di un singolo settore (che già tanto aveva ottenuto su questo, così come su altri tavoli) contro quelli, non solo dell’industria, ma dell’intera economia continentale, del resto delle imprese (anche quelle di servizi) e dei consumatori.
Con la firma degli accordi per il libero scambio con il Mercosur, l’Unione Europea era stata protagonista, per una volta, di un’azione di riposizionamento geopolitico del continente, sapendo dettare un’agenda e non dovendo inseguire e rispondere a logiche di guerra commerciale imposte da altri.
L’illusione è durata lo spazio solo di qualche giorno. Ora e nei prossimi mesi, quando e se continueremo a commentare crescite del Pil dello zero virgola o un’ulteriore stagnazione della produzione industriale che dura ormai da troppo tempo e da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, anche qui in provincia di Varese, dovremo anche avere il coraggio di guardarci indietro e individuare le giuste responsabilità.
Da parte nostra continuiamo a sperare che nei prossimi mesi si arrivi comunque ad una ratifica dei trattati e all’entrata in vigore di una zona di libero scambio con i Paesi dell’America Latina. Augurandoci che il reale obiettivo finale del voto di quest’oggi non sia l’affondamento totale dell’accordo.
Luigi Galdabini
Presidente Confindustria Varese
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