Smog: scatta il blocco delle non catalitiche
I valori di inquinanti sopra i massimi consentiti. E mentre si prova ad abbassare il PM10 scatta l’allarme per le polveri finissime
Poche precipitazioni e sempre più auto in movimento. Un mix pericoloso e che con matematica precisione si affaccia ad ogni inizio inverno, come un incubo per chi vive attorno alle grandi città e per chi deve spostarsi.
Per questo motivo la Giunta regionale ha varato un pacchetto di provvedimenti antismog, tra i quali anche un blocco dei veicoli non catalizzati a partire da mercoledì 2 novembre.
Nelle città dell’area critica del Sempione (comprendenti anche numerosi centri della provincia di Varese, come Busto Arsizio, Gallarate e Saronno) saranno ammesse unicamente queste tipologie di autoveicoli privati:
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Autoveicoli ad autoaccensione comandata (benzina) dotati di catalizzatore
- Autoveicoli ad emissione nulla (motore elettrico)
- Autoveicoli a metano o gpl
- Autoveicoli con motore ibrido elettrico e termico
Alcuni comuni della zona critica del Sempione hanno già ufficializzato l’attuazione del decreto. Tra questi Busto Arsizio, e Legnano (qui un documento con le strade percorribili e le possibili esenzioni).
Scopo di questa limitazione è quello di ridurre del 50% in cinque anni le emissioni di polveri sottili, soprattutto del livello di PM10. Questo indice misura la quantità di alcuni microveleni nell’aria, e proprio in questi giorni ha superato il valore limite. A Busto, Gallarate e Arese, infatti, sono stati rilevati oggi valori pari a 73, 81 e 77 microgrammi per metro cubo, quando non dovrebbero superare la soglia dei 50. Nel resto della Lombardia si sono ottenuti livelli troppo alti anche a Milano (121), Cantù (80) e Limito di Pioltello (96). La situazione non è ancora ritenuta d’allarme, ma è sicuramente critica, e la mancanza di piogge non aiuta. Tra l’altro per settimana prossima non sono previste precipitazioni, se non qualcuna di lieve portata per martedì 1.
E mentre si prova a combattere il livello di PM10, già un nuovo allarme preoccupa gli scienziati: è stato infatti individuato un nuovo indice di sostanze pericolose differente dal PM10, il PM2,5. Questo nuovo indicatore segnala la presenza nell’aria delle particelle più pericolose per la nostra salute, le ultrasottili, in grado di penetrare nelle vie respiratorie. Secondo le prime rilevazioni nella nostra Regione questo indice supera troppo spesso i livelli di allarme, con una media di 30 microgrammi al metro cubo nell’aria milanese (il massimo consentito è di 25 microgrammi). Proprio per tenere sotto controllo questi valori, l’Arpa Lombardia inizierà a diffonderli pubblicamente a partire da novembre, ed aumenterà il numero di centraline in grado di rilevarli. Entro fine mese anche la centralina del santuario di Saronno disporrà di un rilevatore di PM2,5.
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