Tassa d’imbarco, i sindaci battono cassa

Nella riunione dell'Ancai (Associazione nazionale comuni aeroportuali italiani) si è discusso dei soldi pagati dai contribuenti e mai ricevuti dalle amministrazioni

All’interno del convegno dell’Anci a Cagliari si sono ritrovati anche i Comuni aeroportuali italiani, riuniti sotto la sigla Ancai. Uno dei punti centrali all’ordine del giorno era la tassa aeroportuale e i versamenti mai ricevuti dai Comuni dei sedimi aeroportuali italiani. Il tema è delicato e scottante: in varie riprese i sindaci della provincia di Varese hanno rivendicato il diritto a ricevere le migliaia di euro dovute dallo Stato italiano ai comuni occupati per gran parte dagli scali. Su ogni biglietto acquistato, infatti, c’è una voce siglata Hb, che corrisponde alla cosiddetta “tassa sul volo”, decisa dalla finanziaria 2004 e alzata da 1 a 2 euro grazie ad un emendamento promosso dalla leghista gallaratese Giovanna Bianchi. La destinazione del gettito viene ripartita per il 20 per cento ai Comuni con sedi di aeroporti e per l’80 per cento  alla sicurezza negli aeroporti stessi e nelle stazioni ferroviarie.

Per ogni biglietto comprato, circa quattordici centesimi dovrebbero andare a formare un fondo in favore dei Comuni: Somma Lombardo e Lonate Pozzolo dovrebbero ricevere, in base ad un calcolo fatto sulla dimensione del Comune e sull’area occupata dall’aeroporto, circa 450 mila euro, Ferno, 400 mila, Samarate e Cardano al Campo circa 170 mila, Casorate Sempione e  Vizzola Ticino poco meno. Di quei soldi, i Comuni di tutta Italia non hanno ancora visto una lira. A Cagliari c’erano anche Claudia Colombo, sindaco di Ferno, Vittorio Solanti, sindaco di Samarate e Mario Anastasio Aspesi, primo cittadino di Cardano al Campo e vicepresidente nazionale di Ancai.

«Il problema è condiviso – spiega Solanti -, l’associazione farà pressioni per riuscire ad ottenere quanto ci spetta. Il ministero dell’Economia deve capire che molti Comuni hanno problemi che derivano dai mancati introiti della tassa sul volo». Sulla stessa lunghezza d’onda Claudia Colombo, da sempre tra i sindaci più agguerriti nel rivendicare i fondi della tassa d’imbarco: «C’è stata grande convergenza sulle posizioni da tenere –spiega il sindaco di Ferno -, rivendichiamo il diritto di avere i proventi della tassa ed un rendiconto al 31 dicembre prossimo. Faremo un’azione comune, nessuno può pensare di togliere dal bilancio i soldi che ci erano stati promessi da ben due finanziarie. Essendo una legge, non deve essere a senso unico: il governo sta incassando gli euro, è giusto che siano ripartiti. Abbiamo anche chiesto che sia aumentata la quota destinata ai Comuni, speriamo che presto ci diano una risposta positiva, ci si trova a fronteggiare problematiche che non possono più aspettare». 

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Pubblicato il 20 Ottobre 2005
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