Volontariato, largo alle associazioni riconosciute
Il direttore del CESVOV Maurizio Ampollini racconta i vantaggi dell’iscrizione ai registri ancora poco diffusa tra le organizzazioni
Il Varesotto è una terra ricca di solidarietà e di iniziative di volontariato. Questa è l’immagine che appare dalla guida presentata del CESVOV qualche giorno fa a Villa Recalcati. Le organizzazioni sono numerose, molto piccole e diffuse capillarmente sul territorio: questa situazione se da un lato è positiva e sintomo di vivacità, dall’altro rende i gruppi poco conosciuti e riconosciuti dalle autorità. Il dottor Maurizio Ampollini, direttore del CESVOV, sottolinea che solo un quarto delle associazioni sono iscritte al registro provinciale di settore, benché il passaggio non sia oneroso e permetta di avere agevolazioni fiscali e visibilità di fronte alle amministrazioni pubbliche.
La procedura per iscrivere un gruppo al Registro, racconta il dottor Ampollini è assolutamente gratuita e non necessita di un notaio, come invece è richiesto per l’acquisizione di una personalità giuridica. Per prima cosa occorre verificare la categoria di appartenenza della propria associazione: le più frequenti sono i gruppi di volontariato in cui prevale l’aspetto solidaristico rivolto verso l’esterno o le associazioni operanti in vari settori create prevalentemente per l’aiuto mutualistico tra i propri membri; esistono inoltre Pro Loco e Protezione Civile. Una volta che un’associazione ha chiarito le proprie finalità e si è dotata uno statuto, può presentare una regolare domanda alla Provincia di Varese, allegando l’elenco delle cariche e un rendiconto delle entrate e delle uscite annuali. Ad ogni modo per aiutare organizzazioni ed associazioni a fare i primi passi verso un regolare riconoscimento, il CESVOV (http://www.cesvov.it/), Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese è a disposizione per consulenze gratuite o per corsi di formazione.
Una volta sbrigate le questioni burocratiche, assicurati tutti i soci attivi e prestando un tantino di precisione per i rendiconti annuali richiesti dalla Regione, come i verbali delle assemblee e i bilanci, i vantaggi sono notevoli. Innanzitutto i gruppi di volontariato hanno dei vantaggi fiscali e possono accedere a finanziamenti a fondo perduto da investire nelle attività. In secondo luogo l’organizzazione acquista autorevolezza e visibilità verso l’esterno, può inoltre stipulare contratti con la pubblica amministrazione. La legge Legge Quadro 328/2000(http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00328l.htm) che assicura alle persone “un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita”, prevede che i comuni siano tenuti a consultare gli enti presenti sul territorio per una coprogrammazione degli interventi nelle specifiche aree di competenza.
Il problema che sottolinea il direttore del CESVOV è che il mondo del volontariato e delle associazioni è così frammentato e poco conosciuto che spesso manca un coordinamento, come avviene per le grosse associazioni a livello nazionali quali ACLI o AVIS. Diventa quindi difficile per gli enti pubblici avere un interlocutore.
Sulle ragione dell’esigua percentuale di associazioni iscritte al registro, l’opinione del dottor Ampollini è che spesso il volontariato è fatto di poche persone attive ed efficienti che si fanno carico di sostenere le iniziative: l’iscrizione viene percepita come un carico di lavoro burocratico che poco ha a che vedere con l’impegno umano e materiale. Le preoccupazioni sono comprensibili, anche se in questo modo si perde un’occasione di poter interagire meglio con il territorio.
Per informazioni è possibile contattare il CESVOV
Centro di Servizi per il Volontariato in provincia di Varese
viale S.Antonio 5 Varese
telefono 0332 831601 – fax 0332 834980
email info@cesvov.it .La community di VareseNews
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