Alla Russia con amore
Una mostra delle opere del pittore Fioravanti Arioli per sostenere i Missionari di San Carlo Borromeo impeganti nell'assistenza gli orfani in Siberia: organizzano Fondazione San Giacomo e Liceo scientifico Pascal
Una
mostra delle opere del pittore lombardo Fioravanti Arioli, promossa dalla
Fondazione San Giacomo e dal Liceo Scientifico Blaise Pascal
con il patrocinio del Comune di Busto Arsizio, sarà aperta dal 3 al 18 dicembre presso i locali del
Palazzo Marliani Cicogna (inaugurazione il giorno 3
dicembre, alle ore 17.00). La mostra ha lo
scopo di far conoscere alla città la produzione artistica del Nostro,
e nel contempo di sostenere la presenza in Russia della Fraternità
Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo.
Il
pittore Arioli (1890 – 1980) nativo di Laveno, ha lavorato
soprattutto a Milano nell’ambiente di Brera; dal suo mondo pittorico
traspare la ricca tradizione della pittura lombarda dell’Ottocento
e del Novecento, declinata nel segno chiarista, con evidenti richiami
alle esperienze di Ranzani, Arturo Tosi, Segantini, rilette in chiave
essenzialmente paesaggistica.
Erede
dell’artista è il nipote don Tiziano Arioli, figura
esemplare di sacerdote, che ha svolto il proprio ministero a Gavirate
dal 1971 al 1999. La
passione missionaria e la carità lo portano, dopo il crollo
del regime sovietico, a cercare ed a vivere un costruttivo rapporto
con la Chiesa cattolica presente in Russia: per circa 10 anni ha
promosso nella sua parrocchia in Gavirate iniziative di accoglienza a
favore di bambini e giovani seminaristi della Bielorussia.
Nel
1998 incontra in Siberia, a Novosibirsk, don Ubaldo Orlandelli della
Fraternità Sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo,
fondata nel 1985 dal sacerdote milanese Don Massimo Camisasca,
ispirata al carisma di don Luigi Giussani. Don
Ubaldo, responsabile della Caritas della lontana diocesi siberiana,
si occupa di un orfanotrofio, che accoglie numerosi bambini
abbandonati. Da
questo incontro nasce in don Tiziano il desiderio di sostenere la
presenza missionaria in Siberia; in nome di tale desiderio, dopo la
sua morte, l’esecutore testamentario don Roberto Verga devolve alla
Fraternità sacerdotale di San Carlo Borromeo, presente in
Russia, le opere dello zio Fioravanti Arioli.
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