Arrestato per corruzione il vicesindaco di Legnano

E' il risultato di un'inchiesta su presunte irregolarità nel Piano Regolatore comunale. In manette anche un imprenditore e un architetto, ai domiciliari il capo ufficio tecnico

I Carabinieri della Compagnia di Legnano hanno arrestato e condotto in carcere questa mattina il vice sindaco di Legnano Carmelo Tomasello, l’ imprenditore Vinicio Vinco, e l’architetto Ermanno Ranzani, incaricato di redigere il Piano Regolatore Generale dello stesso Comune. Agli arresti domiciliari è finito invece Emanuele Di Dio, capo ufficio tecnico del Comune a Nord-ovest di Milano.

Le ordinanze sono state firmate dal gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo su richiesta del pm  Francesco Prete. Per tutti l’ accusa è corruzione.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’imprenditore edile Vinicio Vinco, 41 anni, che in città è noto per essere una delle figure di spicco del palio del Carroccio di cui era stato pure capitano nella contrada la Flora, avrebbe pagato tangenti a funzionari pubblici e amministratori della zona a partire dal 2001 e fino al 2004. Tra le varie vicende di corruzione contestate, la principale riguarda la variante al Piano Regolatore di Legnano, approvato dal Comune nel 2001 e dalla Regione Lombardia nel 2003. Secondo i Carabinieri l’imprenditore sarebbe stato favorito ottenendo vantaggi in termini di edificabilità di terreni di sua proprietà in cambio di donazioni di denaro e oggetti di valore.
Nell’ inchiesta avviata lo scorso settembre sono indagate in tutto una decina di persone.
Sempre nella mattinata, e nell’ambito della stessa attività, sono state eseguite anche perquisizioni nei confronti di altri dipendenti di enti pubblici del legnanese ed è stata acquisita altra, importante, documentazione.
Domani, venerdì 18 novembre,  davanti al gip si svolgeranno gli interrogatori di garanzia.
Nessun commento alla notizia per ora da parte del sindaco di Legnano Maurizio Cozzi.
Da Palazzo è uscito solo un comunicato stampa in cui si dà notizia degli arresti e si esprime solidarietà agli inquisiti. « Nel darne notizia alla cittadinanza – si legge nel comunicato – , il Sindaco, la Giunta comunale e la maggioranza di governo della Città confidano che gli indagati possano al più presto dimostrare l’estraneità ai fatti loro contestati e si rimettono con fiducia all’operato della magistratura per l’accertamento definitivo dei fatti medesimi. Non può mancare, nell’occasione, un’espressione di umana solidarietà nei confronti del vicesindaco e degli altri collaboratori dell’Amministrazione Comunale».

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Pubblicato il 17 Novembre 2005
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