Domenica a piedi, lunedì in polemica

Dopo una giornata senza auto in molti si apprestano a versare benzina sul fuoco delle polemiche…

Si è svolta ieri la prima domenica “a piedi”, parte del set di provvedimenti presi dalla Regione nel tentativo di abbassare il livello di inquinanti dell’aria. C’è chi è rimasto a casa e chi ne ha approfittato per riscoprire una città senza auto, usando la bicicletta o i mezzi pubblici. Ma la domanda che ci si pone di lunedì è sempre la stessa: sarà servito a qualcosa? Nessun dubbio, certamente sarà servito a fare del movimento fisico e a riscoprire il territorio con un altro sguardo. Più in dubbio, invece, la possibilità che il blocco abbia effettivamente abbassato il livello di Pm10. Ieri i livelli di polveri sottili superavano il livello limite (50µg/m3) praticamente ovunque: raggiungevano quota 76 a Milano, 85 a Como, 91 a Cantù, 82 a Meda, 71 a Busto e 87 a Gallarate.

 

I dati riferiti ad oggi, invece, non sono ancora stati pubblicati, ma la polemica sembra essere già scattata su tutti i fronti. È possibile che i risultati che ci comunicherà questo pomeriggio l’Arpa non siano entusiasmanti visto che, per stessa ammissione del presidente della Regione Roberto Formigoni: «le condizioni atmosferiche non ci hanno aiutato. C’è stato un ristagno assoluto, e ciò conferma una volta di più che la Lombardia è la zona al mondo in cui l’effetto catino è più evidente».

 

Secondo altri, come il direttore Ambiente ed Energia dell’Agenzia per la Mobilità di Palazzo Marino Bruno Villavecchia, lo stesso blocco avrebbe perso di efficacia a causa dei molti permessi alla circolazione, che l’avrebbero snaturato. Quest’anno, ad esempio, la Regione ha dato il via libera anche ai veicoli euro 4 con filtro antiparticolato, ritenuti eccessivamente inquinanti per tutte le domeniche a piedi precedenti.

 

D’altra parte il vicepresidente del Consiglio Regionale Marco Cipriano rivolge un’accusa nei confronti di Ferrovie Nord, che non avrebbero garantito un servizio potenziato per le domeniche a piedi. La società ha replicato, ricordando di aver aumentato del 20% i posti disponibili sui convogli delle linee Milano-Saronno e Milano-Seveso tra le 12 e le 14, e del 30% sulla linea Milano-Como tra le 14.30 e le 19.

 

La protesta dei Verdi di Carlo Monguzzi verte ugualmente sui mezzi pubblici, ma in prospettiva totalmente diversa: secondo il partito, infatti, la domenica a piedi non può rispondere ad un problema decisamente strutturale come quelle delle nostre zone. La proposta, quindi, è di potenziare ulteriormente i mezzi pubblici, non solo nelle domeniche a piedi ma per tutto l’arco dell’anno.

 

Tante polemiche, quindi, ma per ora rimane un solo dato concreto, cioè il numero di contravvenzioni scattate. A Milano, ad esempio, solo nella mattinata sono stati controllati 4mila mezzi, e 690 di questi sono risultati non in regola. A fine giornata, invece, le verifiche sono state 8.510 con 1.513 sanzioni. Quindi siamo stati più o meno disciplinati rispetto ai blocchi di nove mesi fa? Di più: ieri la percentuale di multati è stata del 17%, contro il 22% del blocco precedente.

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Pubblicato il 14 Novembre 2005
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