Massimo Bubola canta la Grande Guerra

Il cantautore veronese, autore di celebri ballate cantate da Fabrizio De André, presenterà il suo ultimo disco sabato 19 novembre al Castello di Monteruzzo

«Dedico questo album  a mio padre  e ai miei prozii Ottorino e Antonio caduti nella Prima Guerra Mondiale».  Massimo Bubola ha voluto dedicare il suo ultimo disco “Quel lungo Treno” (Eccher music) ai caduti della Grande Guerra. All’interno, nel libretto, una foto del cantautore sulla tomba di famiglia, foto di alpini sul passo dello Stelvio e prigionieri austriaci in attesa del loro destino. Un tributo vero, sentito e un’operazione musicale che non si limita alle dediche e che arriva a coronamento di 30 anni di produzione artistica di grande livello.
“Quel lungo treno” è un lavoro splendido perché unisce due tradizioni  importanti: la musica d’autore e la musica popolare legata alla tradizione degli Alpini. Così “Ponte de priula”, “Il disertore”, “Adio Ronco”, “Era una notte che pioveva”  e “Monte Canino”, canzoni legate alla Prima Guerra Mondiale, rivivono con forza grazie ad un arrangiamento sobrio e delicato. Trent’anni di  carriera coronati con un ritorno alle origini. «La canzone ”Era una notte che pioveva” – dice Bubola – è una delle prime che ho imparato a cantare. Mentre “Monte Canino”, oltre ad essere  tra le canzoni  più commoventi che io conosca, mi ricorda mio nonno che non riusciva mai a finire di cantarla».

Bubola è uno dei grandi paradossi della musica italiana. Personaggio schivo e poco incline ad assecondare gli appetiti mediatici, ha scritto canzoni per i più grandi da Fabrizio De André a Fiorella Mannoia, da Milva a Mauro Pagani, solo per citarne alcuni. Eppure non gode di quella notorietà che meriterebbe.
Le sue canzoni hanno lasciato un segno profondo nella storia della musica italiana: “Andrea”, “Il cielo d’Irlanda”, “Avventura a Durango”, rivisitazione di “Romance in Durango”, rilettura di un noto pezzo di Bob Dylan, che gli frutterà i complimenti dello stesso Dylan (a cui ha fatto da spalla durante  una delle sue  tournée italiane). E ancora: la splendida Sally, altra canzone divenuta un piccolo classico. Nel 1981 scrive con De Andrè “Una storia sbagliata”, dedicata a Pasolini e pubblica "L’indiano" un album contenente ”Franziska” e “Quello che non ho”. Poi “Fiume Sand Creek” , “Hotel Supramonte” e la celeberrima “Don Raffaè”.

Sabato 19 novembre alle 21 Massimo Bubola presenterà il suo ultimo disco a Castiglione Olona al Castello di Monteruzzo. Non è un caso che il cantautore veronese venga proprio nell’Isola di Toscana, nell’antico borgo infatti ha sede uno dei fan club più attivi dedicati a Bubola, che per l’occasione ha organizzato una mostra con documenti inediti relativi alla sua carriera. «Abbiamo raccolto materiali relativi a questa lunga e straordinaria carriera – dice Stefano Bugnoni, responsabile del fan club di Castiglione Olona –. È un’occasione unica per chi ama la musica di Bubola, ma anche per chi ama la montagna alla luce di questo nuovo capolavoro discografico».

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Sabato 19 novembre
Castello di Monteruzzo  – Castiglione Olona (Va)
CITTÀ DI CASTIGLIONE OLONA (VA)
ASSESSORATO ALLA CULTURA
In collaborazione con ARTE DIEM 
PRESENTANO 

“Niente passa invano”
Incontro con
MASSIMO BUBOLA

Programma
Apertura ore 17
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DEDICATA A MASSIMO BUBOLA CON ESPOSIZIONE DI FOTOGRAFIE, LONG PLAYING ORIGINALI, COMPACT DISC, RARITÀ DISCOGRAFICHE A CURA DEL MARABEL MASSIMO BUBOLA FAN CLUB.

Dalle ore 19
PROIEZIONE FILMATI RARI SU MASSIMO BUBOLA
Dalle ore 21

INCONTRO CON MASSIMO BUBOLA
PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALBUM “QUEL LUNGO TRENO”
CONDUCE GUIDO GIAZZI, DIRETTORE DEL MENSILE MUSICALE “BUSCADERO”
A seguire
Showcase acustico di
Massimo Bubola & Michele Gazich

L’INGRESSO ALLA MANIFESTAZIONE E’ GRATUITO

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Pubblicato il 18 Novembre 2005
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