L’Unione: «Il centrodestra è allo sbando»
La posizione del Centrosinistra varesino alle dichiarazioni di Maroni. «Tentativo di spostare l'attenzione dalle vicende giudiziarie di Fumagalli»
Non si sono ancora spenti i microfoni delle Ville Ponti, dove il ministro Roberto Maroni ha annunciato la corsa solitaria a Palazzo Estense, che arrivano le prime, e dure, dichiarazioni sulla vicenda da parte delle forze dell’Unione.
«Apprendiamo che l’on. Maroni sarà il candidato sindaco della Lega nord alle prossime elezioni comunali e che, salvo retromarce dell’ultima ora, correrà da solo. Il suo nome si aggiunge così a quello di altri quattro candidati dell’ex Casa delle libertà. Ciò è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre sostenuto: il centro destra (Lega, FI, AN, UDC) è ormai allo sbando» si legge in un comunicato giunto nel pomeriggio e portante la firma di Fabrizio Mirabelli, segretario Ds Varese, del collega capogruppo in consiglio comunale Emiliano Cacioppo, oltre al portavoce Ulivo Varese Alessandro Alfieri e al capogruppo Margherita Varese Roberto Molinari.
«E alla luce di questi fatti – continua la nota – si rivela tanto più saggia la scelta del centrosinistra di non partecipare al toto-sindaco, inaugurando, invece, con forte spirito unitario, una fase di grande ascolto dei varesini per elaborare, insieme a loro, un programma capace di migliorare la nostra città nei prossimi cinque anni, dopo le promesse mai seguite da realizzazioni concrete da parte del centrodestra.»
Le forze dell’Unione condividono «le dichiarazioni di Maroni, dunque, quando il ministro parla di alleati del centrodestra “governati da faide interne” o quando si domanda come ci si possa ancora fidare di partiti del centrodestra che sono sempre spaccati al proprio interno e che si dividono in “bande rivali.”» E qui ariva l’affondo: «L’on. Maroni, però, fa finta di dimenticarsi, e ben comprendiamo il suo imbarazzo, che, dopo la famosa spaccatura all’interno della Lega originata dall’allora segretario Binelli (ricordiamo che definì ridicolo il bilancio 2002 della prima Giunta Fumagalli e abbrunò la bandiera della storica sede del Carroccio di piazza Podestà quando seppe della sua ricandidatura), la crisi dell’attuale Giunta è precipitata anche a seguito delle vicende giudiziarie che vedono coinvolto l’ex sindaco. A Varese – concludono dall’Unione – è aperta una questione morale e civile e non serve nascondersi dietro ad una foglia di fico, mettendo in scena una rappresentazione degna della migliore commedia napoletana, per spostare l’attenzione dei cittadini dalla cronaca giudiziaria. Al ministro Maroni ricordiamo che, fortunatamente, in Italia la monarchia è stata abolita sessant’anni fa e che non sarà certo lui, ma i varesini a decidere con il voto chi sarà il prossimo sindaco di Varese.»
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