A Cittiglio il miglior progetto per le donne in difficoltà
L’associazione che gestisce il centro di accoglienza premiato in Provincia per l’iniziativa “obiettivo donna”
Un aiuto per le donne in particolare stato di pericolo o disagio, maltrattate o abbandonate, che hanno bisogno di ricominciare a vivere una vita normale, senza essere nuovamente lasciate sole. È quello su cui si basa il progetto “Obiettivo donna”, premiato martedì mattina dalla Consulta femminile provinciale a Villa Recalcati a Varese. Il progetto è stato proposto dall’associazione Amici del centro di accoglienza di Cittiglio, nata nel maggio scorso proprio per gestire il centro di accoglienza.
Nove i progetti pervenuti alla Provincia per la prima edizione del premio Progetto donna, meglio definito, come durante la premiazione, come un riconoscimento. Una giuria poi composta da Eleonora Bassani, presidente della Consulta, Graziella Giacon, assessore provinciale in rappresentanza del Presidente Reguzzoni, ed un rappresentante del Cesvov, hanno poi decretato vincitore il progetto dell’associazione di Cittiglio che punta al reinserimento nella società delle donne dimesse dai centri di accoglienza. Tre gli interventi principali previsti dal progetto premiato: sostegno, accompagnamento e monitoraggiod elle donne; interventi a favore delle donne mai istituzionalizzate; interventi di supporto occasionali e urgenti a donne in difficoltà.
«I progetti presentati erano tutti molto professionali e utili – ha spiegato la presidente durante la consegna dell’assegno di 500 euro a favore del progetto -. Alla fine abbiamo scelto di premiare con questo progetto per la sua urgenza nei confronti delle donne sole».
«Alle associazioni di volontariato va un grande riconoscimento – ha proseguito invece la Giacon -. È stato difficile scegliere un progetto, ma mi ha fatto molto piacere vedere quanto impegno c’è dietro al mondo del volontariato. Una grazie a tutti è sicuramente obbligatorio».
L’associazione premiata gestisce dal maggio scorso il centro di accoglienza di Cittiglio, il quale accoglie oggi 3 nuceli, ovvero tre donne di cui una con un bambino. Con il progetto “Obiettivo Donna”, inoltre, vengono seguiti altri 6 nuclei, donne con figli che uscite dal centro di accoglienza hanno bisogno di supporto psicologico o di consulenza. «Non diamo supporto solo alle donne che sono uscite dal nostro centro, ma anche da altri – spiega Giorgio Sarcletti, presidente dell’associazione -. Lo sforzo economico non è indifferente, ma è necessario. Da quando abbiamo iniziato a gestire il centro, siamo partiti da zero e questo riconoscimento è un ottimo incentivo, non solo economico, per proseguire su questa strada».
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