Arriva l’Esselunga, si salvi chi può!
Preoccupazione evidenziata da Giorgio Gusella, dirigente della Confesercenti gallaratese, per il progetto approvato dal Comune per l'area ex Maino
Un altro caso “Ikea”, questa volta a Gallarate. Dopo lo scalpore e la levata di scudi di commercianti ed esercenti che hanno protestato contro l’apertura di un megastore nell’area del Boschirolo a Cassano Magnago (Ikea o altra grande marca che sia), il commercio al dettaglio dell’area del gallaratese è messo in serio pericolo proprio a Gallarate. A denunciarlo la Confesercenti di Gallarate, unita nella difesa delle piccole imprese commerciali. Ad agitare le acque l’approvazione da parte dell’amministrazione comunale del progetto che prevede l’apertura di un supermercato Esselunga nell’area ex Maino, affianco all’edificazione di un’area residenziale e di uno spazio per il terziario. Inoltre è in cantiere l’apertura del centro commerciale Borgomaneri, che per ora resta un’incognita e una “spada di Damocle” sul capo dei commercianti gallaratesi.
«I piccoli commercianti sono patrimonio economico e sociale della città – spiega Giorgio Gusella, dirigente della Confesercenti di Gallarate -. Ora rischiano concretamente la sparizione. Da un lato per la crisi economica e dall’altro per la volontà politica. In un’ area, come quella del Sempione, la grande distribuzione ha raggiunto ormai livelli di saturazione. A Gallarate non è stata sufficiente l’ex Borgomaneri, ora spunta un’altra struttura della grande distribuzione nell’area ex-Maino». I tempi sono comunque lunghi, almeno due anni per l’inizio dei lavori. Ma Gusella invita a non abbassare la guardia: «Già due anni fa denunciammo pubblicamente che presso quell’area vi era l’intenzione di collocare l’ennesimo supermercato. Il Comune ci smentì e ci accusò di demagogia: purtroppo, ancora una volta, i fatti ci danno ragione. Siamo totalmente contrari alle scelte politiche volte allo smantellamento delle nostre attività. In questi mesi abbiamo apprezzato lo sforzo organizzativo volto alla promozione del centro storico. Ma questi sforzi rimangono inutili se poi si determinano le condizioni oggettive che portano alla chiusura delle attività commerciali che animano e illuminano il centro. Continuiamo a constatare, anche in riferimento ad altri comuni della provincia, che la volontà di cancellare il piccolo commercio non ha colori politici. Non ci vogliamo arrendere all’idea, e alle volontà di altri, che tra pochissimi anni Gallarate possa essere solo la vetrina per le banche e gli uffici. A difesa del patrimonio e del valore sociale degli imprenditori commerciali di Gallarate, nel mese di gennaio chiameremo a raccolta tutti i commercianti della città per definire, insieme a loro, ogni iniziativa concreta e possibile a tutela delle imprese. Agli amministratori comunali chiediamo maggiore senso di responsabilità nel momento in cui si assumono decisioni che riguardano direttamente il futuro economico di un pezzo importante della città».
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