Qualità della vita, l’analisi punto per punto
Il dossier del Sole 24Ore commentato dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Varese
Riceviamo e pubblichiamo l’analisi sulla classifica pubblicata dal Sole 24 ore che riguiarda anche alcuni indicatori relativi alla provincia di Varese a cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Varese.
Ogni anno Il Sole 24 Ore pubblica un dossier contenente i risultati emergenti da un’indagine sulla qualità della vita nelle province italiane, giungendo a stilare una graduatoria sulla base dei punteggi assegnati a 36 indicatori raggruppati in sei aree tematiche:
· tenore di vita
· affari e lavoro
· servizi ambiente e salute
· ordine pubblico
· popolazione
· tempo libero
Il calcolo delle posizioni viene fatto attribuendo il punteggio maggiore alla provincia con l’indicatore migliore, sul quale poi riparametrare tutte le altre province. Per ogni area viene determinata la media dei punteggi. Dalla media semplice dei valori delle aree si evince la classifica finale.
La provincia di Varese si posiziona nel 2005 al 45° posto, perdendo 2 posizioni rispetto all’anno precedente. Va peraltro segnalato che se i capitoli nel 2005 sono rimasti gli stessi, ben 9 variazioni sono state apportate in termini di indicatori.
Considerazioni generali:
La densità demografica è un dato estremamente rilevante non solo come parametro a sé stante, ma anche perché il valore di molti altri indicatori è tarato sugli abitanti. Sul dato demografico occorre sottolineare come la provincia di Varese (703 abitanti per kmq) – che rileva un elevato numero di abitanti per kmq posizionandosi al 5° posto dietro Napoli, Milano, Trieste e Roma – presenti però anche un’elevata disomogeneità territoriale, a causa della stessa configurazione fisica del territorio. Nel 2004, nella fascia pianeggiante, che rappresenta solo il 22% del territorio provinciale è insediato il 40,9% della popolazione, in quella collinare che costituisce il 46,1% del territorio il 46,4% e nella fascia montana, che rappresenta il 31,9% della superficie, solo il 12,7% della popolazione.
Varese è poi inserita in un’area, quella insubrica, fortemente sbilanciata su Milano e, anche se in misura minore, sulla vicina Svizzera, soprattutto dal punto di vista del mercato del lavoro e del tempo libero.
Affari e lavoro:
In quest’area Varese si posiziona al 38° posto, penalizzata soprattutto dal pessimo risultato (95° posto) ottenuto per l’indicatore del numero di imprese registrate ogni cento abitanti.
Ricalcolando il dato relativo al numero delle imprese sulla base non più della densità demografica, che è tra le più elevate in Italia, ma considerando la superficie delle province si otterrebbero risultati differenti; in tal modo infatti molte province lombarde si sarebbero piazzate in posizione nettamente più favorevoli. Varese, in particolare, migliorerebbe notevolmente posizionandosi, con 60,35 imprese al kmq, al secondo posto in Lombardia dopo Milano, ben al di sopra della media lombarda (39,81imprese per kmq) e italiana (20,12 imprese per kmq).
Le province ai primi posti nell’indagine de Il Sole 24 Ore si troverebbero ad occupare posizioni nettamente diverse: ad esempio a Grosseto e a Cuneo – province che occupano rispettivamente il 1° e il 2° posto con 13,94 e 13,31 imprese ogni 100 abitanti – risulterebbero solo 6,75 e 10,99 imprese al kmq, valori al di sotto di quelli registrati da tutte le province lombarde, Sondrio esclusa.
Analizzando altre tipologie di indicatori la posizione varesina appare ancora più rilevante. In effetti, l’indagine non prende in considerazione le caratteristiche del tessuto imprenditoriale; sotto questo aspetto Varese presenta forti differenze nei valori medi di agricoltura ed industria rispetto alla media nazionale, ma soprattutto è caratterizzata da un elevato numero di imprese artigiane, al sesto posto in Italia, al di sopra delle medie lombarda e nazionale.
Sul fronte delle esportazioni Varese si posiziona al 15° posto, rientrando quindi tra le prime quindici province con la quota maggiore di valore aggiunto derivante dalle esportazioni nel 2004.
Va segnalato in proposito il dato sul grado di apertura internazionale del territorio; Varese ha da sempre una forte vocazione all’esportazione, ponendosi al 9° posto nella graduatoria nazionale e al 4° posto nella graduatoria regionale, con un valore delle esportazioni pari al 2,5% del valore complessivo nazionale e all’8,9% dell’esportazioni della Lombardia. Il posizionamento internazionale può essere meglio percepito ricorrendo ad indicatori quali la propensione all’esportazione (rapporto tra l’ammontare complessivo delle esportazioni ed il valore aggiunto prodotto in una determinata area), che assume un valore pari a 35,3, superiore sia al dato regionale (30,1) che a quello nazionale (21,7), ed il tasso di apertura (rapporto tra la somma dell’ammontare di importazioni ed esportazioni e il valore aggiunto prodotto in una determinata area), che assume in questo caso un valore pari a 60,7, superiore a quello nazionale (43,4), ma inferiore a quello lombardo (68,9).
Servizi e ambiente:
In questa categoria la provincia di Varese si posiziona al 5° posto, riscuotendo risultati positivi sul piano infrastrutturale (10° posto secondo l’indicatore dell’Istituto Tagliacarne), dal punto di vista dell’indicatore della migrazione ospedaliera che indica sostanzialmente la necessità di spostarsi per ricevere cure mediche e testimonia quindi un buon livello sanitario sul territorio (10° posto classifica) e per la pagella ecologica redatta da Legambiente (22° posto).
In merito alla presenza di infrastrutture, nell’indagine del Sole24ore si fa riferimento ai dati del Tagliacarne aggiornati al 2001. In realtà sono già disponibili i dati del 2004. La provincia di Varese, in base a quest’ultima indagine, presenta un valore complessivo di dotazione infrastrutturale, senza considerare i porti, molto alto (188,9) – superiore al valore regionale che è pari a 136,6 – grazie soprattutto alla presenza dell’aeroporto della Malpensa. Entrando maggiormente nel dettaglio si scopre però che sul piano della dotazione di strade si scendono rapidamente posizioni fino a un pessimo 88° posto tra le province italiane.
Popolazione:
In questa sezione Varese si posiziona al 92° posto, incidendo pesantemente l’elevata densità demografica, che del resto caratterizza anche le province limitrofe come Como e soprattutto Milano. In perfetta linea con la media nazionale il rapporto tra la popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni e gli over 65.
Tempo libero:
Sugli indicatori relativi al tempo libero incide su Varese la vicinanza alla metropoli milanese, con un’offerta di servizi culturali e ricreativi di ampio livello (elevato numero di sale cinematografiche mono e multisala, teatri, ristoranti, ecc., su cui gravitano le province limitrofe), e della Svizzera, dove Lugano rappresenta un forte polo d’attrazione.
Per quel che concerne gli indicatori relativi al tempo libero Varese si posiziona al 78° posto. La posizione migliore riguarda l’indice di vocazione sportiva (41° posto) e gli acquisti in libreria (43° posto).
Per quanto riguarda i bar, Varese ne dispone circa 246 ogni 100 mila abitanti, posizionandosi al 54° posto. L’offerta enogastronomica di qualità (produzioni biologiche, prodotti tipici, vini), poi, incide negativamente sul punteggio medio riportato per il tempo libero, con un 94° posto.
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