Indennità a chi lavora in montagna
La proposta viene dalla lega Nord che è intervenuta per modificare l'attuale disciplina
“La Regione Lombardia deve avere il coraggio di intervenire con indennità economiche a sostegno di quanti, scegliendo di lavorare sulle nostre montagne, si assumono la responsabilità di effettuare la necessaria manutenzione e conservazione di mulattiere, sentieri, strade agro-silvo-pastorale, sottobosco, rive di fiumi, torrenti e laghi in territorio montano e magari, nel periodo invernale, contribuiscono anche a tener sgombra dalla neve la rete viaria locale o provinciale. Indennità periodiche, con la valenza di importanti integrazioni al reddito, destinate soprattutto ai giovani, consentirebbero senza dubbio di rendere più sopportabile la permanenza nelle aree montane e svantaggiate di attività rurali e aziende agricole, che costituiscono un indispensabile ed insostituibile strumento di tutela e di salvaguardia del territorio”.
Questo in sintesi l’intervento del Consigliere del Gruppo Lega Lombarda – Lega Nord Padania in Regione Lombardia, Giosuè Frosio che oggi ha illustrato in IV Commissione Attività Produttive, la richiesta del Carroccio di modificare in questo senso il progetto di legge 116 “Modifiche a leggi regionali in materia di agricoltura” attraverso un emendamento che sarà presentato prima del prossimo Consiglio Regionale.
“Noi della Lega siamo infatti convinti – ha chiarito Frosio – che un investimento di adeguata consistenza effettuato oggi per finanziare simili attività porti, nel medio periodo, tra una decina d’anni, ad economie di gran lunga superiori. Basta pensare infatti a quante risorse la Regione puntualmente debba investire per fare fronte ai danni causati da eventi naturali che spesso avrebbero potuto essere, se non evitati, quanto meno contenuti con una attenta e continua manutenzione del territorio. Inoltre sono certo che molti giovani tornerebbero ad avvicinarsi al mondo del lavoro sulle nostre montagne, contrastando il loro abbandono con grandi benefici per l’intera comunità”.
“La nostra proposta per la valorizzazione del lavoro in montagna, con l’affidamento agli agricoltori della gestione una certa porzione di territorio in cambio di un’indennità proporzionale all’area sotto la loro tutela, non è campata per aria – ha concluso Frosio – ma prende spunto dall’esperienza di altri paesi alpini, come Austria e Svizzera, dove sono adottati sistemi di questo genere con ottimi risultati sia per l’ambiente che per la popolazione”.
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