Scene da un blocco del traffico
Il consigliere comunale Alessandro Berteotti ha girato in bicicletta per la città durante gli orari di chiusura al traffico, notando numerose violazioni
Riceviamo e pubblichiamo
Non condivido affatto questa giornata di blocco del traffico del 7 gennaio 2006. Non ne capisco il motivo, posta a cavallo tra la Befana e una domenica
di saldi. Inoltre, la scelta di Busto Arsizio di attuare un blocco dalle 10
alle 17 sembra essere un tentativo di mediare ad una situazione
imbarazzante.
Dunque, alle ore 10.45, con questi pensieri esco di
casa con la mia bicicletta (da buon seguace di Prodi.) e da via Rossini
parto con destinazione Stazione Nord. Subito mi colpisce il fatto che molte
auto transitano come se nulla fosse. Giunto in via Donizetti, all’altezza
della scuola materna, un primo quadro: davanti a me due persone camminano al
centro della strada, occupando l’intera sede stradale, in quel punto
particolarmente stretta. Io con la bicicletta passo, ma non l’auto che mi
segue; quando questa accenna ad un colpo di clacson, viene convintamente
mandata a quel paese dalle due persone, che evidentemente manifestavano così
il loro disappunto per l’uso altrui dell’auto.
Poche pedalate e mi
trovo in via Dante, dove al sopraggiungere di una pattuglia della Polizia
Locale, una Panda con ancora targa "VA" (non credo
quindi Euro4) parcheggia
tatticamente, ignorata dalla pattuglia. Pochi secondi e la Panda riprende il
suo viaggio. Alla stazione Nord, un’altra scena emblematica: una Tipo
anch’essa d’epoca lasciata con il motore acceso mentre il proprietaria
ciarla con un netturbino. Il tempo di fare l’abbonamento e l’auto è ancora
lì, segno che la conversazione doveva essere particolarmente interessante,
ma intanto il motore gira.
Ore 11.10 e vado verso le Poste di piazzale
Facchinetti. Lì trovo una pattuglia dei Carabinieri, intervenuta per un
controllo, e chiedo chi possa viaggiare col blocco: mi rispondono solo le
auto Euro4 a benzina e quelle diesel con un particolare filtro, oltre
ovviamente a chi ha il permesso. Mi concentro allora sulle targhe, e faccio
un rapido calcolo: le Euro4 dovrebbero essere solo quelle con targa nuova
che inizia con la lettera "C".
Le prime 9 macchine che incontro non hanno la
lettera "C". Per tornare a casa passo da viale Rimembranze.
Trovo un
amico che mi chiede come mai non vi sia il blocco su via Lonate. Bella
domanda. "Oggi non controlla nessuno", e proprio in quel momento sfreccia
un’auto ad una velocità impressionante, che andrebbe multata per eccesso di
velocità a prescindere dal blocco. Mi rendo allora conto che
effettivamente
tutte le auto viaggiano veloci, forse spinte dal fatto di trovare le strade
particolarmente libere e per il timore di essere fermati.
Alla rotonda
davanti al Cimitero alle ore 11.30 cronometro: 31 passaggi in 60 secondi.
Complimenti!
Riprendo per viale Trentino e salgo sulla pista ciclabile:
mi sembra di essere alla Parigi-Dakar. In prossimità dei grossi alberi, le
radici hanno causato fenditure e rigonfiamenti del piano viabile, per cui in
bicicletta sembra proprio di essere su di un percorso ciottoloso. In
prossimità degli attraversamenti vi sono salti di quattro-cinque centimetri.
Sono decine gli interventi di manutenzione che segnano il manto una volta
rosso cupo della pista, ora tendente ad un grigio-bruno. Pensare che ha solo
cinque anni di vita! Trovo perfino auto parcheggiate sulla pista ciclabile.
Giunto all’incrocio di via Rossini proseguo, perché sono curioso di vedere
l’altra pista ciclabile di viale Stelvio. Arrivando, noto subito una cosa:
tutte le biciclette (e ne ho viste molte) sono sulla strada, solo un paio
sulla pista.
Rientro a casa. La giornata era fredda ma non gelida,
il sole scaldava i miei pensieri, ma ancora adesso mi chiedo quale sia il
senso pratico di una giornata di questo tipo. La maggior parte dei
cittadini vede in questo un’imposizione sgradita, ma che comunque il loro
alto senso civico ancora impone di rispettare. Bravi. Purtroppo vi è anche
chi se ne frega di queste regole e ne fa di sue, arrivando a determinare un
proprio senso del giusto.
Senza sanzioni e senza controlli, questi signori
avranno sempre la possibilità di fare ciò che vogliono. Facendo arrabbiare
tanti altri cittadini come quelli di via Donizetti.
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