Sciopero dei metalmeccanici, in corteo sulla A-8

Protesta senza incidenti lungo l’autostrada dei laghi, che resta chiusa per più di due ore nel corso della mattinata. L’obiettivo: rinnovare il contratto

«Contratto subito!». Questa era l’unica parola d’ordine della manifestazione dei metalmeccanici, in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale. Si sono riuniti alle 9 davanti all’Unione Industriali di Gallarate: 9 pullman arrivati da tutta la provincia, fabbriche ferme e oltre 2000 lavoratori che in massa hanno chiesto a gran voce qualcosa che non  hanno da 13 mesi: un buon contratto. Il lungo corteo si è prima spostato verso l’ingresso dell’autostrada, passando per viale Vittorio Veneto: la Polizia ha tentato un cordone di sicurezza con alcune decine di uomini, per impedire che i manifestanti entrassero sulla sede autostradale, ma dopo un paio di minuti di proteste e spintoni, per altro senza conseguenze, la folla di Fiom, Fim e Uilm si è riversata oltre il casello di Gallarate, bloccando le auto in entrata ed in uscita sulla A8.

Uno scenario surreale, con una delle autostrade più trafficate d’Italia completamente deserta di automobili e camion, sostituiti da centinaia di manifestanti con bandiere colorate, tamburi e fischietti. Gli uomini delle forze dell’ordine hanno bloccato tutti i mezzi in transito, tra lievi proteste degli automobilisti che si sono visti stoppare dal corteo dei metalmeccanici. Per oltre mezzora la sede autostradale è stata occupata dai manifestanti, che successivamente sono tornati sui loro passi, protestando per alcuni minuti davanti alla sede dell’Unione Industriali. Solo alle 11.15 l’A8 è stata riaperta al traffico, con alcuni disagi sulle grandi vie di collegamento limitrofe, prima fra tutte la 336 della Malpensa.

Ovvia la soddisfazione dei segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm, Maurizio Canepari, Loris Andreotti e  Renato Marchitelli. «Una manifestazione dalla portata enorme – spiega Canepari -, una delle più imponenti della provincia di Varese. Tutte le fabbriche sono state bloccate, la partecipazione è stata totale. Un messaggio forte ed inequivocabile a Federmeccanica perché riapra la trattativa e concluda l’iter per il contratto nazionale. Nel caso Confindustria e la stessa Federmeccanica non cambieranno rotta, si prenderanno delle grosse responsabilità e ci saranno altre iniziative della stessa portata». La trattativa per il rinnovo del contratto si è interrotta lo scorso 12 gennaio.
Sul piatto la richiesta delle sigle sindacali di un aumento di 125 euro in busta paga, mentre Federmeccanica non va oltre i 95 euro. Marchitelli si è detto fiducioso «per una conclusione della partita entro domani: Federmeccanica non può ignorare l’unità dei metalmeccanici. Dopo 60 ore di sciopero siamo arrivati a bloccare la A8: se non avremo un buon contratto non ci fermeremo». «La soddisfazione è grande – ha spiegato Andreotti -, ci hanno forzato la mano e abbiamo dimostrato che se continuano ad umiliare i lavoratori, le conseguenze saranno queste».

Il corteo si è sciolto intorno alle 11.30, dopo un ultimo “saluto” all’Unione Industriali di Gallarate «che speriamo faccia da mediatore nella partita con Federmeccanica», chiosa Canepari. Tutti infreddoliti, ma convinti di aver dato un segnale importante, i lavoratori sono tornati dopo quattro ore di sciopero, nelle rispettive fabbriche. Da Comerio a Busto Arsizio, da Vergiate a Samarate, da Gallarate a Biandronno, tutti i metalmeccanici della provincia di Varese hanno fatto sentire forte la propria voce: «Contratto subito!». La palla passa ora a Federemeccanica. In tanti si aspettano una risposta positiva. L’ultima battuta spetta a Flavio Nossa, della segreteria provinciale di Cgil, accorso con i suoi colleghi a dare man forte ai lavoratori in difficoltà: «Con la gente in piazza non possiamo fare altro che essere fiduciosi». 

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Pubblicato il 17 Gennaio 2006
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