Solanti: «Un anno costellato di successi»

Il primo cittadino traccia un bilancio dei primi otto mesi di governo. Unica nota stonata il rapporto conflittuale con le opposizioni

 Un anno, o meglio otto mesi, scandito da numerosi successi. Il quadro che Vittorio Solanti, sindaco di Samarate, fa del primo periodo di amministrazione è decisamente positivo «nonostante avessimo le mani legate dal bilancio approvato dalla giunta uscente. Abbiamo portato a termine gli impegni che ci eravamo prefissati per i primi cento giorni e abbiamo proseguito sulla strada del buon governo, con una giunta coesa, che agisce collegialmente e che ricorda una “grande famiglia”». Numerosi i punti che Solanti ricorda, a partire dall’avvio dei lavori per il contratto di quartiere di San Macario «lasciato nei cassetti per anni dalla vecchia amministrazione, intervento che mette una pezza al problema della casa, con 37 nuovi alloggi popolari», passando per il no alla variante della 336, collegamento con la Pedemontana che soffocherebbe il territorio. E ancora il via allo studio per la variante del produttivo, lo spostamento della caserma dei Carabinieri da Casa Mauri, che sarà recuperata ad uso del Comune, in via Ricci «in una struttura più funzionale per l’Arma», la riqualificazione del centro storico di Verghera «che ha visto un coinvolgimento ed una partecipazione altissima sia alle assemblee che con i questionari: su 1500 distribuiti, ne sono tornati compilati circa 800», inserito in un piano triennale dei lavori pubblici organico ed oneroso. Il primo cittadino samaratese ricorda con soddisfazione anche l’accordo con le società calcistiche che consentirà a tutte le squadre della città di giocare entro i confini comunali, e la firma del protocollo d’intesa con il Parco del Ticino, utile per gestire in modo organico e corretto l’area boschiva di Samarate (circa 500 ettari), sottoposta alle pressioni di traffico e inquinamento e che la giunta samaratese punta a valorizzare con piste ciclabili «essendo uno degli ultimi polmoni verdi della provincia».

Tra le note dolenti, Vittorio Solanti non dimentica il faticoso rapporto con le minoranze e la scarsa produttività del consiglio comunale (che il sindaco spera di riportare a Samarate, dopo il confortevole esilio in Sala Pozzi a San Macario) in questi mesi: «L’assemblea civica si è riunita 21 volte in sette mesi, al ritmo di un consiglio ogni dieci giorni, per deliberare poco più di 80 atti. Obiettivamente pochi – spiega il sindaco -. Mi auguro che il 2006 sia più redditizio, meno prolisso e più concentrato sulle cose importanti per la comunità. I rapporti con l’opposizione sono stati tesi in questo periodo, certa parte della minoranza non ha ancora mandato giù la sconfitta elettorale: in democrazia bisogna saper perdere. Invece ogni iniziativa presa dal sottoscritto o dalla mia giunta, in tutte le sedi, è osteggiata con motivazioni pretestuose e battaglie infinite». A cominciare dal ricorso al Tar per la questione dei consiglieri delegati, per la quale la maggioranza ha fatto un contro ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensiva fissata dal tribunale regionale: «Quella dei consiglieri delegati è una prassi consolidata in molti comuni in tutta Italia – continua Solanti -, non abbiamo fatto nulla di illegale né di arrogante. Non c’è confusione di ruoli tra consiglio comunale e assessori, rispetto e non commento la sentenza del Tar, ma andiamo avanti per la nostra strada». A risolvere parzialmente la situazione potrebbe essere il nuovo regolamento comunale, allo studio del consiglio: «C’è stato un primo incontro con le minoranze – spiega Solanti -, sembra esserci un piccolo disgelo. Ci ritroveremo il 9 gennaio, mi pare ci siano le premesse per arrivare ad un accordo, serenamente».    

In agenda per i prossimi mesi c’è l’approvazione del bilancio di previsione, subito dopo il passaggio della Assc a società di capitali, con l’affidamento alla stessa di vari servizi esterni come la mensa, per aggirare i tagli imposti dalla Finanziaria: «Abbiamo ricapitalizzato la municipalizzata per 200 mila euro, ripianando i debiti (130 mila euro). Con la nuova formula potrà funzionare meglio, evitando perdite e sprechi». Un occhio di riguardo verrà garantito per la cultura, con la riproposizione di Librando «Un successo di cui si parla ancora in città e fuori. Stiamo lavorando per ripetere quell’esperienza, cercando sponsor e finanziatori che si accollino parte delle spese, per rendere la manifestazione ancora più appetibile». Infine, un augurio ai candidati del centrosinistra dei comuni limitrofi che andranno alle elezioni: «Il modello Samarate ha riscosso favori in tutta Italia, spero che anche in altri comuni il centrosinistra possa ottenere consensi e arrivare a governare anche nelle realtà vicine alla nostra».   

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Pubblicato il 04 Gennaio 2006
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