Arriva la prima “agenzia stampa” creata dai blogger

Si chiama BlogBurst e venderà il lavoro dei blogger a grandi testate americane, compreso il Washington Post

Esisteva un tempo in cui, online, c’erano solo portali e quotidiani. Uno stile di comunicazione conosciuto, con scrittori esperti che creano ogni giorno contenuti per un pubblico globale. Poi sono arrivati i blog, e forse qualcosa è cambiato. Ciascuno, ora, ha la possibilità di pubblicare un suo diario o giornale, con i suoi pensieri, le sue notizie e a volte i suoi piccoli scoop.
 
Se i blog rimangono siti personali o di commento di fatti già noti, il rapporto con il mondo dell’informazione è chiaro e ben distinto. Ma in alcuni casi, specie negli Stati Uniti, qualcosa è cambiato. Molti blogger, infatti, sono diventati fonti affidabili per quotidiani nazionali, ed alcuni si sono anche organizzati commercialmente. Già da tre anni sono nate piattaforme indipendenti, che creano blog di qualità finanziati dalla pubblicità, per un giro d’affari che fa impallidire le testate tradizionali. Il primo di questi infatti, Weblogs Inc., è stato acquistato quest’anno da Aol, per la non indifferente cifra di 35 milioni di dollari.
 
E ormai sono all’ordine del giorno le notizie e gli scoop rubati da questi nuovi protagonisti del web ai giornali tradizionali. In Italia, ad esempio, il sito Macchianera riuscì a pubblicare il rapporto Calipari senza omissis, mentre, negli Stati Uniti, Apple ha denunciato Think Secret per aver svelato segreti aziendali blindati nei suoi laboratori informatici.
 
Gradualmente il rapporto tra media tradizionali e blog è diventato sempre più profondo e complesso. Da una parte è noto che, almeno per le agenzie di stampa più complete, questi siti sono diventati le fonti più complete. Dall’altra esiste una polemica sulla qualità: i blog non sono vincolati dalle leggi e dai principi cardine della stampa anche se, spesso, cercano di acquisire gli stessi diritti (è annosa negli Stati Uniti la questione dell’allargamento totale del primo emendamento).
 
Questo dibattito è decisamente acceso qui in Italia, mentre negli Stati Uniti i blogger migliori hanno dimostrato la loro affidibilità e ufficialità, a partire dal 2004, quando alcuni di questi vennero invitati al Congresso del Partito Democratico. Oggi sembra che un altro passo verso l’incontro, e non lo scontro, oltreoceano sia ormai compiuto. Con grande risalto sulla stampa specializzata, infatti, è nata la prima "agenzia stampa" nata dai blogger, BlogBurst. Quasi come una redazione diffusa, BlogBurst si impegna a selezionare gli articoli dei blogger iscritti, in base a criteri di qualità e affidabilità. Poi i giornali che hanno scelto di iscriversi a questo aggregatore riceveranno in tempo reale un bouquet in base alle loro necessità.
 
La novità sembra piacere molto, presentandosi come l’anello di congiunzione tra due mondi. E in pochi giorni le testate che hanno sottoscritto un abbonamento sono altisonanti: Washington Post, San Francisco Chronicle, Austin American-Statesman e il San Antonio Express. Secondo Pluck, l’azienda che ha creato BlogBurst, queste redazioni cercano commenti esperti su tematiche come i viaggi, la vita femminile, la tecnologia, la gastronomia e la cronaca locale. Ambiti nei quali, in genere, è difficile avere un esperto o una redazione dedicata. Tramite i blogger, invece, l’iniziativa di Pluck vende articoli "preconfezionati", già pronti e verificati, senza aver la necessità di cercare e pagare direttamente un free lance.
 
I blogger che partecipano l’aggregatore otterranno, in cambio, una ricompensa economica, ed una visibilità maggiore per il proprio sito. Il tutto in un equilibrio che potrebbe portare vantaggi a tutti i tre enti coinvolti: i blogger, la redazione "filtro" di BlogBurst, e i giornali.
 
Sembra quindi che un altro piccolo ma decisivo passo di questa rivoluzione si stia delineando. E che, almeno negli Stati Uniti, i due protagonisti del web siano ben disposti a collaborare…

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Pubblicato il 13 Aprile 2006
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