Bilancio lusinghiero per “Fai volare la speranza”

Successo per l'iniziativa benefica destinata all'Afghanistan e sostenuta dai Comuni della Valle Olona. Anche oggi scolaresche in vista alla caserma "Mara"

Con la primavera giunge il tempo di stilare qualche bilancio dell’attività svolta in Afghanistan dal Comando di Corpo d’Armata di reazione rapida Nato (NRDC-IT) di Solbiate Olona. E fra le molte cose fatte spicca senza dubbio il progetto "Fai volare la speranza", che ha permesso di portare in volo nel martoriato Paese asiatico qualcosa come 140 tonnellate di generi di vario tipo – abiti, scarpe, ma anche banchi per le scuole, stufe e legna da ardere per difendersi dal gelo dell’inverno appena trascorso.

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Scuole in visita alla Caserma Mara di Solbiate 4 di 6

In questi giorni numerose scolaresche stanno visitando a turno la caserma Mara per conoscere da un lato gli uomini e le donne che hanno portato il nome e la solidarietà dell’Italia in quelle terre lontane, dall’altro per essere informati sui risultati concreti di "Fai volare la speranza". Al progetto l’intera Valle Olona ha aderito con generosità e sincero entusiasmo, scuole in testa – basti pensare ai banchi donati alle scuole afghane, o ancora alle centinaia di aquiloni (apprezzatissimi) regalati dai bambini italiani ai loro meno fortunati coetanei afghani. I contatti per la cosnegna di questi materiali sono stati facilitati dal PRWAI (Public Relationships With Afghan Institutions) costituito dal generale Mauro Del Vecchio (foto sotto), comandante della missione NATO ISAF VIII.

Così oggi tre classi terze e una seconda delle medie inferiori dell’istituto comprensivo Tommaseo hanno potuto effettuare un tour guidato della caserma Mara, osservando gli strumenti impiegati dal Reggimento di supporto tattico-logistico (organismo della massima importanza per la mobilità e il funzionamento di tutto il comando), e assistere alla proiezione di diapositive che mostravano concretamente l’esito dell’attività svolta – ad esempio, gli otto pozzi per l’acqua scavati dai nostri militari nei villaggi intorno a Kabul, ciascuno dei quali può rifornire circa 250 famiglie. Notevole la complessità dei emzzi a disposizione del reggimento: si va da un forno mobile che può preparare il pane per un migliaio di persone ad un congelatore, sempre mobile, per la conservazione dei cibi; e poi toilette, docce, servizi vari, tutto sempre rimovibile e trasportabile da grossi e potenti camion appositamente attrezzati.

Il comando italiano della missione ISAF VIII si avvia al termine: in questo mese di aprile passerà in mano britannica. Ma non per questo finirà l’impegno italiano volto a consolidare, con pazienza e diplomazia, l’autorità del governo afghano democraticamente eletto, e a ripristinare condizioni di vivibilità: in altre parole, a far volare la speranza.

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Pubblicato il 06 Aprile 2006
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