Pronti a lavorare
GLi interventi dei politici eletti in provincia di Varese
Notte in bianco e levataccia («sono in piedi dalle 6.30») per Graziano Maffioli, senatore Udc uscente e riconfermato a Palazzo Madama. «E’ chiaro che il risultato divide l’Italia in due – spiega Maffioli – . Mi sorprendono le dichiarazioni di Prodi, quando dice che si è voltato pagina: bisogna mettersi ad un tavolo per mandare avanti il Paese. Con questa maggioranza composta da forze politiche come i Verdi o Rifondazione Comunista vedo un centro sinistra in difficoltà: sarà difficile governare il paese su questioni importanti ma decisive, come ad esempio la Tav».
«Soddisfazione personale e per il partito – commenta Marco Airaghi di Alleanza Nazionale, eletto al Senato -. Siamo di fronte a un miracolo politico, in quanto abbiamo recuperato una situazione che ci dava perdenti, solo qualche mese fa, di sei o sette punti percentuali. È la dimostrazione che gli elettori non hanno creduto alle bugie della sinistra. Per quanto riguarda il mio partito è un grande risultato, anche a livello locale dove An cresce del 2,5 per cento. Sono molto soddisfatto, anche se la situazione è difficile».
Dario Galli della Lega Nord non rilascia a Varesenews nessun commento sui risultati elettorali.
Nel 1972 è stata la prima donna della provincia di Varese a varcare la soglia di Montecitorio. A trentaquattro anni di distanza Maria Agostina Pellegatta, cassanese classe 1938, una vita spesa nelle stanze della politica “rossa”, tra Pci, Rifondazione e PdCI, torna a Roma, questa volta a Palazzo Madama, può rivendicare un altro primato: mai prima di lei una donna varesina ha occupato un seggio al Senato. «Sono ovviamente soddisfatta – spiega la neo senatrice eletta nelle fila della lista Insieme con l’Unione, che raccoglieva Verdi, PdCI e Consumatori Uniti -, ancora una volta apro la strada alle donne varesine. Mi aspettavo che la lista andasse bene, e così è stato: abbiamo contribuito alla vittoria del centrosinistra, che con i voti degli italiani all’estero può governare e rinnovare il Paese». Pellegatta si aspettava di tornare a Roma a lavorare, ma non pensava di dover essere presente giorno e notte, 24 ore su 24, sugli scranni di Palazzo Madama a difendere le istanze del centrosinistra: «Un solo voto può spostare l’esito della consultazione – spiega -, prenderò casa a Roma, per forza, ma non voglio lasciare la mia carica di segretario regionale del PdCI. Non ho ancora pensato ai compiti che avrò in Senato, mi piacerebbe occuparmi di Lavoro, con l’importante iter di riforma alla legge 30».
In piena forma, nonostante una notte lunghissima, il forzista Antonio Tomassini è già a Roma, al lavoro. «La giornata di ieri ha confermato tutte le mie previsioni, compresa quella relativa agli italiani all’estero. Per quanto riguarda il mio ruolo di coordinatore provinciale di FI non posso che essere soddisfatto: la CdL in Lombardia ha riportato un risultato superiore alle aspettative, e anche a Varese ha confermato le sue posizioni. Non abbiamo ripetuto i risultati del 2001 ma quelli del ’94 sì. La cosa più bella è l’abbraccio tra vertici e militanti che ieri è nato spontaneamente». Per il futuro Tomassini prevede tempi difficili: « Si riuscirà a lavorare solo se l’Unione vorrà considerare i veri problemi italiani e darà loro una risposta su cui tutti potremmo concordare. Ho già fatto il controllore, sono pronto a rifarlo con lo stesso entusiasmo».
Daniele Marantelli eletto alla Camera per l’Ulivo è già pronto a lavorare : «Abbiamo assistito alla campagna elettorale peggiore dal secondo dopo guerra. E malgrado tutto il centrosinistra ha vinto. Chi vince ha però l’onore e l’onere di governare e la situazione del paese è grave. Tuttavia non dobbiamo lasciarci intimorire, occorre avere un dialogo con l’opposizione e portare avanti con determinazione il programma di governo concordato. Un altro dato che è emerso con chiarezza è che il centrosinistra ha un evidente rapporto di difficoltà con i ceti produttivi del nord. Noi che siamo stati eletti a Roma abbiamo un compito importante: dobbiamo spiegare meglio quali sono le nostre strategie e allo stesso tempo dobbiamo usare al meglio il potenziale che è rappresentato proprio dai questi ceti produttivi.
Un problema le amministrative a Varese? Ogni partita fa storia a sé e guai ad avere un atteggiamento rassegnato. Chi crede che si tratti di una sfida impossibile è meglio che si prenda un mese di vacanza e torni a giochi fatti».
«Abbiamo vinto al fotofinish, ma abbiamo vinto e adesso si può iniziare al lavorare». È il primo commento di un soddisfatto Paolo Rossi della Margherita: «Gli ultimi scrutini degli italiani all’estero ci danno in vantaggio anche al Senato. Poteva andare meglio, così abbiamo vinto per una narice di naso si festeggerà ma in meniera moderata. Come Margherita invece siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto soprattutto a livello regionale, ci dovranno sopportare ancora per un po’».
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