Senato, tutto da rifare
Non è stato raggiunto l'accordo sulle contestazioni relativa al 162esimo voto. Si rivota domattina
NOn è stato raggiunto l’accordo sulle contestazioni relative al 162esimo voto: la seconda votazione al Senato, che sembrava favorevole a Marini è andata nulla per tre schede contestate, dove era stato indicato Francesco Marini invece che Franco Marini.
Il primo conteggio delle schede per l’elezione del Presidente del Senato si è concluso a quota 157 per Franco Marini, mentre il concorrente della Casa delle Libertà, Giulio Andreotti, ha ottenuto 140 preferenze. La Lega ha convogliato i voti su Roberto Calderoli (15 voti), 5 sono le schede bianche, 4 quelle nulle e 1 per il senatore Giulio Marini. Fumata nera – anche se più scontata – pure alla Camera, dove Bertinotti ha ottenuto 305 voti sui 420 richiesti per la maggioranza qualificata. Oggi ci sarà una seconda votazione con la stessa maggioranza, ma da domani mattina tutto sarà più semplice, perchè sarà necessaria solo la maggioranza assoluta, cioè il 50% dei votanti più uno.
La giornata di Palazzo Madama era cominciata con un minuto di silenzio per i caduti di Nassiriya e un fuori programma di Pannella. Ad aprire i lavori della XV legislatura Oscar Luigi Scalfaro, secondo senatore più anziano dopo Rita Levi Montalcini che ha rinunciato alla prima presidenza.
Il fuori programma è arrivato subito: dalla tribuna del pubblico di palazzo Madama, Marco Pannella ha cominciato a protestare per l’applicazione della legge elettorale che ha lasciato fuori i senatori della Rosa nel Pugno: «Viva la Costituzione», urlava Pannella. Oscar Luigi Scalfaro ha richiamato più volte Pannella e alla fine ha dovuto invitare i commessi ad accompagnarlo fuori. «Auguri per la prossima volta», lo ha saluta Oscar Luigi Scalfaro. L’ordine del giorno prevede al primo punto la costituzione dell’ufficio di presidenza provvisorio, quindi la costituzione della giunta provvisoria per la verifica dei poteri e proclamazione dei senatori subentranti e, infine, la votazione per l’elezione del presidente. (nella foto, Antonio Tomassini al senato per il suo primo voto)
Il presidente della Camera viene eletto a scrutinio segreto. La votazione avviene tramite schede da inserire nell’urna e con la doppia chiamata dei deputati. Nel primo scrutinio serve la maggioranza dei 2/3 dei componenti dell’Assemblea, vale a dire 420 deputati su un totale di 630.
Anche per il Senato si procede alla elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto. E’ eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato (162 dal momento che i senatori sono 322: 315 più 7 a vita). Nei primi due scrutini è
necessaria la maggioranza assoluta. Se non si raggiunge, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche (nella foto a sinistra, Maria Pellegatta si appresta al suo voto).
Quello di oggi, venerdì 28 aprile, è anche il giorno del grande rientro per alcuni deputati e senatori varesini, ma anche giorno di debutto per i neo eletti: tra questi Paolo Rossi (nella foto a destra il suo primo voto) della Margherita e Daniele Marantelli dell’Ulivo.
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