Varese splendida, ma non basta
Whirlpool-Benetton 83-85. Il tiro della vittoria di Farabello si spegne sul ferro e mette fine a un match bellissimo
Non è sufficiente la grinta di una delle migliori Varese dell’anno per schiantare la Benetton capolista. In una gara gradevole, giocata a viso aperto, a volte spettacolare, i "verdi" si aggiudicano i due punti in volata (83-85), graziati da un tiro pesante di Farabello infrantosi sul primo ferro a fil di sirena. La guardia argentina aveva appena ricucito quattro dei sei punti con i quali la Benetton era entrata nell’ultimo minuto di gioco ma la sua prodezza non è andata a segno strozzando in gola ai quattromila l’urlo della vittoria. Peccato, perché vincendo la Whirlpool si sarebbe riportata a soli due punti dalla zona playoff. Ma la matematica non condanna ancora i biancorossi.
COLPO D’OCCHIO – Masnago lontano dall’esaurito a causa del lungo ponte primaverile, ma non per questo meno caliente del solito, almeno quando a Varese si presenta una big del campionato. Alla presentazione scrosciano applausi per i biancorossi, come è giusto che sia: i fischi dell’altra sera, se non dimenticati, sono almeno messi in congelatore.
PALLA A DUE – Pesante tegola per Magnano che ha perso Hafnar nell’ultimo allenamento prima del match. Un’assenza che si aggiunge a quella di Allegretti e alle condizioni imperfette di Albano, azzerando o quasi il settore ali. Blatt deve invece rinunciare a Slokar, per cui Bargnani è subito in campo. Per Varese assetto con tre piccoli e De Pol al fianco di Howell.
LA PARTITA – Primi due quarti da applausi a scena aperta: percentuali alte, azioni spettacolari, campioni che danno lustro alla sfida e la conferma che in casa Varese vale le migliori. Due lampi a testa di Collins (foto: www.simoneraso.com) e Garnett aprono la serata con un parziale favorevole (11-6) ma a complicare la gara c’è subito il secondo fallo di Howell. Se Varese colpisce di spada, Treviso replica con il fioretto appuntito dalla classe di Goree e Zizis. Le squadre si affrontano a ritmi alti, una situazione che esalta i veneti e Nicholas, autore del break di 7-0 che costringe Magnano alla sospensione. Capitan De Pol risponde ma l’americano è scatenato. C’è spazio anche per Bolzonella e Mordente che servono due palloni a Garnett e Goree, a segno da tre. Nella gara a chi segna di più, Treviso chiude avanti 21-27 al suono della prima sirena.
Blatt al rientro chiama la zona e Magnano fa alzare dalla panchina Fernandez che dà fiato ad Howell. L’argentino affianca De Pol, ora in affanno contro Goree. Bolzonella e lo stesso De Pol vanno a segno, ma i verdi non abbassano le percentuali, rimanendo avanti nel punteggio, seppur di misura (32-35, gancio di Fernandez). Il lungo argentino si accende in un amen: stoppata a Bargnani e tripla del -2. Bastano però due palle perse per ricacciare
Goree continua a colpire sui due lati del campo, però sono i piccoli a riportare vicina Varese con un canestro a testa per Garnett, Collins e Farabello; per il pareggio, dopo tre errori per parte, ci vuole un tecnico a Nicholas. Collins infila i liberi e, sul possesso, Garnett pianta un triplone a cui vanno aggiunti due liberi di De Pol. In
IL FINALE – Le due squadre faticano ad avvicinarsi ai canestri avversari e si affidano senza fortuna al tiro da fuori. Siskaukas in lunetta realizza il 70-69, Howell replica da acrobata e infila il libero per il 2+1, imitato in tutto da Bargnani. Il sorpasso è di Nicholas da 3, subito rintuzzato da Howell che schiaccia. Zizis è implacabile dall’arco, dopo una circolazione di palla sublime e Garnett raggela Masnago con 0/2 ai liberi ma si fa perdonare in entrata poco dopo (79-80 al 37’30). Siskauskas fa il miracolo a poco più di
L’AZIONE – Minuto 28 inoltrato: con 2 punti di vantaggio interno Farabello dirige l’attacco biancorosso. L’escolta argentina, lui e lui solo, vede Bolzonella in velocità nei pressi del canestro: i due si intendono sbattendo le ciglia. Daniel serve un alley hoop a Federico che segna e costringe al fallo un Nicholas “aboccaperta”.
IL PROTAGONISTA – Godiamocelo per l’ultima volta: Andrea Bargnani (foto: www.simoneraso.com) tra due mesi prenderà un biglietto di sola andata per gli States. E questa sera a Masnago abbiamo capito perché: rapidità da ballerina, potenza da blindato, mano dolce e muscoli da mettere a centro area. Ad un califfo come Fernandez qualche mossa è anche riuscita, ma alla fine il tabellino del “mago” di Roma brilla in modo abbagliante.
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