All’Insubria una giovane ricercatrice proveniente da Baltimora
Luisa Bozzo,ricercatrice a Baltimora, studierà all’Insubria le relazioni tra crescita tumorale e difese immunitarie, grazie ad una borsa di studio dell'ANMIG

Luisa Bozzo, 31 anni, un dottorato in Microbiologia all’Università di Brescia, è una giovane brillante ricercatrice italiana che dal mese di marzo si trova a Varese dove collaborerà per un anno a uno studio dell’Università dell’Insubria sui rapporti tra crescita tumorale e difese immunitarie per individuare strategie innovative di terapia e prevenzione.
A consentire l’arrivo della dottoressa Bozzo, è stata la sezione di Varese dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, i cui soci, con un contributo volontario, hanno messo a disposizione del nostro Ateneo un assegno pari a 36.000 Euro per ricerche sulla biologia dei tumori. Il concorso pubblico bandito dall’Ateneo su tali fondi ha avuto come vincitrice la Dott.ssa Bozzo.
«Il sostegno di enti e privati cittadini è oggi fondamentale per la ricerca universitaria. – afferma il Rettore Renzo Dionigi – Esprimo pertanto un vivo ringraziamento alla sezione di Varese dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra per il loro nobile gesto che ci ha consentito di selezionare una ricercatrice di alto profilo e di coinvolgerla in uno studio multidisciplinare, di grande attualità e ricco di prospettive, condotto anche in collaborazione con l’Università di Harvard».
Trapela soddisfazione anche dalle parole di Giuseppe Stabilini, Presidente della sezione di Varese dell’ Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra: «A nome di tutta la sezione provinciale, esprimo soddisfazione per la scelta compiuta e per la collaborazione con l’Università dell’Insubria, un riferimento scientifico e culturale vitale per il nostro territorio. La ricerca va fortemente sostenuta dalla società civile poiché rappresenta la linfa vitale del progresso scientifico e tecnologico. Auspichiamo pertanto che il nostro gesto possa stimolare altre istituzioni a seguire questa strada e sostenere tanti giovani ricercatori che costituiscono una risorsa preziosa anche per lo sviluppo complessivo del territorio».
Luisa è già al lavoro nei laboratori dell’Ateneo sotto il coordinamento del professor Roberto Accolla che spiega:
La ricerca prevede, attraverso lo studio dei modelli sperimentali e il loro confronto con la patologia umana, di mettere a punto nuove strategie sia vacciniche preventive che terapeutiche basate su un potenziamento delle difese immunitarie contro il tumore. Una di queste riguarda un approccio recentemente descritto dal Prof. Accolla e dal suo gruppo di ricerca che utilizza cellule tumorali modificate geneticamente in maniera da renderle più facilmente riconoscibili dal sistema immunitario e quindi rigettabili. Una volta “vaccinato” contro il tumore geneticamente modificato, l’animale acquisisce una “memoria immunologica” capace di rigettare anche il tumore non modificato geneticamente che in animali non vaccinati porta all’exitus in poche mesi.
“Siamo convinti – conclude Accolla- che l’esperienza scientifica acquisita dalla Dott.ssa Bozzo nel campo della virologia oncologica e della biochimica dei tumori presso l’Istituto di Virologia Umana diretto dal Prof. Gallo (scopritore dei virus umani oncogeni e del virus dell’HIV e prossimo Laureato ad Honorem del nostro Ateneo), e l’entusiasmo che essa ha manifestato nell’intraprendere questa nuova sfida scientifica contribuiranno notevolmente alla riuscita del nostro progetto di ricerca”.
La consegna dell’assegno di ricerca alla dottoressa Luisa Bozzo avverrà il 29 maggio in occasione della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia al professor Robert Gallo, alla presenza dei rappresentanti della sezione di Varese dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra.
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