Approvato progetto di legge quadro per la caccia
Relatore il Presidente della Commissione Carlo Saffioti. Approvato anche progetto di legge sull’utilizzo di richiami vivi
Via libera in Commissione “Attività produttive” al nuovo progetto di legge quadro per la caccia e a un altro progetto di legge sulla cattura di richiami vivi. Con l’obiettivo di fissare paletti certi e dare garanzie reali agli oltre centomila cacciatori lombardi ogni anno costretti ad attendere sul filo di lana il via libera alla pratica venatoria stagionale.
I provvedimenti (hanno votato a favore Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale, astenuta la Margherita, contrari Democratici di Sinistra, Verdi, Rifondazione Comunista e Silvia Ferretto) dovranno ora passare al voto finale dell’aula.
“Con questi provvedimenti –annuncia il presidente della Commissione “Attività produttive” Carlo Saffioti, che del progetto di legge è stato anche relatore- vogliamo tutelare e salvaguardare ulteriormente chi continua a praticare una tradizione consolidata e tra le più antiche del territorio lombardo, mettendo l’attività venatoria al riparo dai ricorsi al Tar che ogni anno le associazioni anticaccia puntualmente presentano. Senza dimenticare che la categoria dei cacciatori, spesso ingiustamente criminalizzata e ghettizzata, contribuisce in misura notevole, con le tasse versate, agli interventi di tutela dell’ambiente”.
Il nuovo disegno di legge quadro sulla caccia approvato oggi in Commissione stabilisce che possono essere cacciabili tutte le specie selvatiche non rientranti tra quelle a rischio, rinviando ad apposita legge regionale da approvare annualmente solo la definizione delle quantità e delle specie cacciabili per la stagione venatoria successiva. Prima di adottare qualsiasi provvedimento, la Regione deve comunque acquisire il parere scientifico dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS) o altro istituto faunistico riconosciuto a livello regionale. La Giunta regionale può inoltre sospendere l’attività venatoria in presenza di comprovate situazioni di pericolo per le specie interessate.
Il Consiglio regionale deve approvare con legge, entro il mese di luglio di ogni anno, il piano elaborato dalla Giunta regionale per la caccia. Sono autorizzati i cacciatori residenti in Lombardia che hanno acquisito l’opzione ad esercitare la forma di caccia da appostamento fisso e quelli che, avendo scelto la caccia in forma vagante, abbiano fatto richiesta entro il 15 marzo di ogni anno. I prelievi devono essere annotati sul tesserino venatorio, che deve essere restituito alle province competenti entro il 31 marzo di ogni anno. Le province provvedono quindi entro il 15 maggio a inviare alla Regione i dati riassuntivi sui prelievi effettuati. Le specie cacciabili, il prelievo massimo giornaliero e stagionale per ciascun cacciatore e il periodo in cui è autorizzata la caccia, vengono annualmente fissati dal piano regionale.
Al fine di prevenire gravi danni alle colture agricole, un piano analogo e con le stesse modalità viene ogni anno determinato anche per gli esemplari appartenenti alle specie passero d’Italia, passera mattugia e storno. Da ultimo, viene autorizzato l’uso di richiami vivi appartenenti alle specie cacciabili.
E proprio per regolamentare il rifornimento dei richiami vivi, la Commissione ha approvato un altro progetto di legge (relatore Giosuè Frosio – LN), che prevede l’obbligo per il Consiglio regionale di approvare ogni anno entro il mese di giugno il piano regionale che individua gli impianti abilitati e il numero massimo dei richiami vivi. Gli impianti di cattura vengono ripartititi sul territorio delle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova, Milano e Varese: la provincia di Lecco è tenuta a fornire i richiami ai cacciatori della provincia di Sondrio. Le catture possono essere effettuate dalla terza decade di settembre alla quarta decade di dicembre.
La Regione Lombardia, al fine di incentivare l’attività di allevamento di uccelli utilizzabili come richiami vivi, finanzierà con apposite convenzioni specifici progetti di allevamento proposti dalle associazioni ornitologiche riconosciute a livello regionale e nazionale.
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