Damiano: “Risanare e sviluppare, puntando sull’unità”
Il neo Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale spiega le sue linee programmatiche
Un ministro della Repubblica a Gallarate è una notizia. Un ministro del Lavoro è un evento. Ad accogliere Cesare Damiano, neo titolare del dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale, alla Cooperativa Unione Arnatese di Consumo erano in tanti, a cominciare da Daniele Marantelli, a sua volta neo deputato dell’Ulivo, fino al coordinatore provinciale dell’Ulivo Stefano Tosi, a tutti i segretari cittadini dei partiti del centrosinistra, a sindacalisti e semplici cittadini simpatizzanti. A fare da padrone di casa il candidato sindaco dell’Unione Pierluigi Galli: «Siamo contenti che il ministro abbia accettato il nostro invito – ha detto Galli -. In passato, sebbene il vecchio titolare del dicastero abitasse a pochi chilometri da qui, non è mai venuto nessuno. Questa è una testimonianza di vicinanza ai problemi di una terra di frontiera, dove il precariato è un tema sentito per la concomitanza della deindustrializzazione e dello sviluppo non controllato di Malpensa. Qui si sta sviluppando un laboratorio politico importante, che punta sulla formazione per dare un futuro di qualità a questa terra».
Dopo Galli ha preso la parola Damiano: un fiume in piena che ha
esposto progetti e programmi per il futuro del Paese, puntando sui temi più urgenti da affrontare per arrivare ai progetti per risolvere le annose questioni di pensioni e precariato: «Vincendo le elezioni abbiamo centrato due obiettivi – ha detto il ministro -: primo ci siamo liberati di Berlusconi; secondo abbiamo terminato un iter difficile che ci ha portato ad eleggere Napolitano, grande figura che ammiro da sempre, e il Governo. Ora ci tocca governare: io sono per il dialogo, senza non si può fare nulla di buono. Certe scene come quelle viste in aula nei giorni scorsi spero di non vederle mai più. Serve rispetto per le istituzioni, bisogna recuperare la moralità della politica». Damiano ha poi esposto le sue linee programmatiche, partendo dall’importanza del programma dell’Unione «scritto, condiviso e firmato da tutti i partiti – ha spiegato il ministro -. Vorrei mettere in pratica quanto scritto, è difficile, ma il programma è la mia stella polare. Prodi deciderà quali sono i punti da sviluppare per primi, ma è certo che bisogna agganciare il Paese alla ripresa economica europea, altrimenti verremo isolati, perdendo competitività e sviluppo».
Competitività e lavoro sono gli obiettivi del ministro: «Bisogna risanare e sviluppare – ha detto Damiano -, dare una lira all’impresa ed una al lavoro. L’ingrediente fondamentale per dare il via a questo processo è la coesione sociale. Il centrodestra ha abbandonato la concertazione, ma questa è l’unica strada per fare un percorso comune. Diminuendo il cuneo fiscale diamo un segnale all’impresa e ai lavoratori, è una misura necessaria. Inoltre dobbiamo aumentare il lavoro stabile, alzando il costo del lavoro precario: il 70 per cento dei nuovi assunti nel 2005 è precario, non è ammissibile. In più in Italia non ci sono misure di protezione e il precariato dura troppo, lasciando senza certezze e senza futuro il lavoratore. Non aboliremo la legge 30, ma la riscriveremo profondamente: sì ad una flessibilità buona, no al precariato. Un lavoro precario non può costare meno di un lavoro stabile. Serve una riforma degli ammortizzatori sociali, completamente ignorati dal centrodestra, un giro di vite sul lavoro nero».
Damiano è anche ministro della previdenza sociale, e per le
pensioni ha un programma chiaro in mente: «Non riscriveremo un’altra riforma delle pensioni – spiega il ministro -, non sarebbe accettabile. La legge Dini del 1995 va benissimo, adeguata alle esigenze del mondo del lavoro. Dobbiamo tornare a garantire ai lavoratori la possibilità di scegliere quando uscire dal mondo del lavoro: il sistema contributivo lo permetteva. Inoltre bisogna incentivare il sistema pensionistico integrativo, il più trasparente ed equo possibile. Non credo nel sistema dei 100 giorni, dovrò selezionare quali sono le priorità, ma il mio obiettivo sarà sempre quello di ascoltare la gente, lavorare concretamente e puntare all’unità. Dobbiamo dare dei piccoli segnali di cambiamento: lavoreremo nella giusta direzione».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
fracode su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
Stefano Montani su Varese, distrutto per la seconda volta lo striscione 'Restiamo Umani': la denuncia del Comitato per la Palestina
PaoloFilterfree su Giorgetti arriva a Sumirago e ribadisce lo spirito di Bossi: "Sapevamo da dove arrivavamo e dove volevamo andare"
VittorioCappuccio su Lago Maggiore, l'acqua arretra: caldo e siccità mettono sotto pressione il Verbano
Felice su Da Busto Arsizio a Milano per fare ricerca sul cancro: la storia di Francesca Peluso






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.