Gallarate vuole Busto provincia

Diego Gallarate, candidato sindaco della Lega per Busto Provincia - Lombardia, si presenta ai lettori di Varesenews

Varesenews intervista Diego Gallarate, candidato della Lega per Busto provincia – Lombardia (declinazione locale della Lega Padana Lombardia).


D.: Il candidato si presenti.

R.: All’anagrafe Gallarate Diego Giovanni, nato a Busto 36 anni anni fa e ottimamente cresciutovi. Mi sono diplomato presso la ragioneria, poi ho avuto una breve esperienza universitaria in scienze politiche, che non ho concluso per ragioni di lavoro. Risiedo da qualche anno a Vanzaghello. Ho una figlia di nove anni, Dalila, e sono impiegato nell’ambito dell’intermediazione commerciale


D.: Quali sono le sue precedenti esperienze ed attività politiche?

R.: Nasco autonomista; vorrei morire il più tardi possibile, ma in una Lombardia davvero autonoma. Battute a parte, sono stato interessato alla politica fin da ragazzino. Già a 14 anni mi piaceva discutere di poltiica. Erano i tempi ruggenti in cui la Lega cominciava ad emergere come forza nuova, di rottura e di cambiamento. Mi piacque e aderii, dapprima diciamo da "giovane osservatore", poi come alla fine degli anni Ottanta come coordinatore dei gruppi giovanili nella nostra zona. In seguito il lavoro mi portò a trasferirmi a Vanzaghello – così il partito mi chiese di fare da segretario di circoscrizione per il Castanese e coordinare le campagne lettorali in quella zona. Fui anche nel consiglio provinciale milanese della Lega Nord, in rappresentanza del Magentino. Nel ’95 fui il primo dei non eletti in Lombardia alle regionali. Era un periodo di caos e ribaltoni, e venne la rottura con la Lega Nord, quando questa rigettò il pensiero federalista di Gianfranco Miglio – per me un maestro e un esempio di pensiero e idealità che ammirerò sempre. Il Miglio-pensiero è stato usurpato dalla Lega di Bossi; al posto di questo sperimentato costituzionalista, ci si è affidati a Speroni e ai "saggi" che hanno fatto l’ultima riforma costituzionale voluta dal centrodestra. Restai nel gruppo dei federalisti "migliani" fino al 1998, poi lasciai la poltiica attiva.


D.: Perchè candidarsi a sindaco di Busto Arsizio?

R.: Mi ha contattato e "riattivato" l’on. Giuseppe Rossetto (già deputato con la Lega prima e Forza Italia poi dal 1994 al 2001, e ora capolista alle amministrative bustesi). Ha saputo convincermi a rientrare nella politica attiva parlandomi della rinascita federalista in corso in Lombardia e in Veneto negli ultimi tempi
; e del resto mi pesava seguire certi desolanti dibattiti televisivi. Dovevamo tornare a farci conoscere dalla gente, riprendere contato con la nostra forza, il territorio; la Lega Padana Lombardia esiste già da cinque anni, ha consiglieri provinciali e comunali e si sta espandendo. Dobbiamo far presente la nostra diversità rispetto ai partiti tradizionali: negli anni ’90 la Lega Nord appariva una forza di cambiamento, ora il sistema è più forte di prima e l’ha inglobata; i partiti decidono tutto, guardate come è caduto Rosa. Con questa candidatura potrò inoltre portare avanti il mio progetto preferito: fare di Busto una provincia – se questo crea qualche problema di campanile, possiamo chiamarla provincia del Seprio, ma il discorso non cambia.


D.: Qual’è il vostro programma? Cosa volete per il futuro della città?

R.: Bisogna innanzitutto, se si vuole davvero ottenere che questo territorio giunga ad unificarsi in provincia, stringere rapporti proficui ed amichevoli tra i vari Comuni che lo compongono: in questo senso la Lega Padana Lombardia sta lavorando e lavorerà con il massimo impegno. Un altro punto della massima importanza è la partecipazione diretta della gente, proprio per ridurre il peso delle strutture di partito. Per questo in caso di vittoria la nostra Giunta sarebbe largamente "tecnica" o, per meglio dire, "meritocratica" e non partitocratica. E la gente avrebbe a disposizione strumenti antichi e moderni per indirizzare al Comune le sue richieste, dalle petizioni fino ai blog e ai forum su Internet: i cittadini devono essere ascoltati e ricevere risposte puntuali. Accanto a questo momento di verifica delle necessità espresse "dal basso" dalla gente, bisognerà fare i conti con il bilancio, che è limitato: solo allora si potranno fissare priorità più precise – perchè promesse se ne fanno a iosa, ma mantenerle è un altro paio di maniche. Posso aggiungere che cercheremo di dare ai giovani e alle famiglie spazi di svago e ritrovo, che a Busto latitano; e sarebbe bello poter intraprendere azioni tali da fare avere delle certificazioni ambientali di qualità ad una città come questa, nota per essere fra le più inquinate d’Italia. Comunque, ogni azione volta a ripensare la città non va fatta da soli, ma in quadro di coordinamento territoriale, mettendo al bando i campanilismi.


D.: Perchè i bustocchi dovrebbero votare Diego Gallarate?

R.: Per ridare slancio ad una politica popolare, slegata dagli interessi dei partiti. Perchè ogni voto sarà come un "sì" in un referendum per dare una provincia a Busto e al territorio del Seprio, dell’Alto Milanese, della Malpensa. Perchè in fondo anche i "venticinque lettori" dei Promessi Sposi, alla fine sono stati parecchi di più – e così speriamo che avvenga con i nostri voti.


D.: Lei usa Internet? Conosce Varesenews?

R.:
Certamente conosco ed apprezzo Internet, un mondo nuovo che secondo me è ancora largamente sottoutilizzato e non ha ancora raggiunto le sue vere potenzialità. Può essere molto utile in politica, come ho già accennato. Varesenews? Lo conoscevo già prima di questa campagna elettorale, adesso è diventato un appuntamento quotidiano. È comodissimo, ed offre un contatto costante e pressochè immediato con la realtà dei fatti.

 

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Pubblicato il 11 Maggio 2006
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